Gazzetta n. 51 del 2 marzo 2006 (vai al sommario)
LEGGE 6 febbraio 2006, n. 57
Adesione al Protocollo del 1997 di emendamento della Convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi del 1973, come modificata dal Protocollo del 1978, con Allegato VI ed Appendici, fatto a Londra il 26 settembre 1997.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga la seguente legge:
Art. 1.
Autorizzazione all'adesione
1. Il Presidente della Repubblica e' autorizzato ad aderire al Protocollo del 1997 di emendamento della Convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi del 1973, come modificata dal Protocollo del 1978, con Allegato VI ed Appendici, fatto a Londra il 26 settembre 1997.
 
Art. 2.
Ordine di esecuzione
1. Piena ed intera esecuzione e' data al Protocollo del 1997 di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformita' a quanto disposto dall'articolo 6 del Protocollo stesso.
 
Art. 3.
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 6 febbraio 2006
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Fini, Ministro degli affari esteri Visto, il Guardasigilli: Castelli
LAVORI PREPARATORI
Senato della Repubblica (atto n. 3550):
Presentato dal Ministro degli affari esteri (Fini) il
18 luglio 2005.
Assegnato alla 3ª commissione (Affari esteri), in sede
referente, il 14 settembre 2005 con pareri delle
commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 8ª, 9ª, e 13ª.
Esaminato dalla 3ª commissione il 15 e 16 novembre
2005.
Relazione scritta presentata il 16 novembre 2005 (Atto
n. 3550/A-relatore sen. Provera).
Esaminato in aula e approvato il 22 novembre 2005.
Camera dei deputati (atto n. 6192):
Assegnato alla III commissione (Affari esteri), in sede
referente, il 24 novembre 2005 con pareri delle commissioni
I, II, V, VIII e IX.
Esaminato dalla III commissione il 13 dicembre 2005 e
l'11 gennaio 2006.
Esaminato in aula il 16 gennaio 2006 ed approvato il 24
gennaio 2006.
 
Allegato

----> Parte del provvedimento riprodotto in formato grafico <----

PROTOCOLLO DEL 1997 DI EMENDAMENTO DELLA CONVENZIONE INTERNAZIONALE
PER LA PREVENZIONE DELL'INQUINAMENTO CAUSATO DA NAVI DEL 1973,
COME MODIFICATA DAL RELATIVO PROTOCOLLO DEL 1978.
LE PARTI AL PRESENTE PROTOCOLLO,

ESSENDO Parti del Protocollo del 1978 relativo alla Convenzione internazionale del 1973 per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi.

RICONOSCENDO il bisogno di prevenire e controllare l'inquinamento atmosferico proveniente dalle navi.

RICORDANDO il Principio 15 della Dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo sviluppo che richiede l'applicazione di un approccio cautelare.

CONSIDERANDO che tale obiettivo potrebbe essere conseguito al meglio per mezzo della conclusione di un Protocollo del 1997, di emendamento della Convenzione Internazionale sulla prevenzione dell'inquinamento da navi del 1973, come modificato dal relativo Protocollo del 1978.

Hanno convenuto quanto segue:
Articolo 1
Strumento da emendare

Lo strumento che il presente Protocollo emenda e' la Convenzione Internazionale del 1973 per la prevenzione dell'inquinamento proveniente dalle navi, come modificato dal relativo Protocollo del 1978 (cui si fa riferimento in appresso con il termine "la Convenzione").
Articolo 2
Aggiunta dell'allegato VI alla Convenzione

E' aggiunto il Regolamento intitolato Allegato 6 per la prevenzione dell'inquinamento marino causato dalle navi, il cui testo e' inserito nell'allegato al presente Protocollo.
Articolo 3
Obblighi generali

1. La Convenzione ed il presente Protocollo, in quanto Parti del presente Protocollo, saranno lette ed interpretate insieme come un unico strumento.

Ogni riferimento al presente Protocollo costituisce al contempo un riferimento al relativo Allegato.
Articolo 4
Procedura di emendamento

Nell'applicare l'articolo 16 della Convenzione ad un emendamento all'Allegato VI ed alle sue appendici, il riferimento ad una "Parte alla Convenzione" sara' considerato riferirsi ad una Parte vincolata da tale Allegato.
CLAUSOLE FINALI
Articolo 5
Firma, ratifica, accettazione, approvazione ed adesione

1. Il presente Protocollo sara' aperto alla firma presso il Quartier Generale dell'Organizzazione Marittima internazionale (di seguito denominata "l'Organizzazione") dal 1° gennaio 1998 fino al 31 dicembre 1998 e rimarra' successivamente aperto per l'adesione. Solo gli Stati contraenti del Protocollo del 1978 relativi alla Convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento proveniente dalle navi del 1973 (di seguito denominato "Protocollo del 1978") possono divenire Parti del presente Protocollo mediante:
a) firma senza riserva per quanto riguarda la ratifica, l'accettazione o l'approvazione, oppure
b) firma, soggetta alla ratifica, all'accettazione o all'approvazione; oppure
c) adesione.

2. La ratifica, l'accettazione, l'approvazione o l'adesione saranno effettuate mediante il deposito di uno strumento a tal fine presso il Segretario Generale dell'Organizzazione (di seguito denominato "Segretario Generale).
Articolo 6
Entrata in vigore

1. Il presente Protocollo entrera' in vigore dodici mesi dopo la data in cui non meno di quindici Stati le cui flotte mercantili combinate costituiscono almeno il 50 per cento della stazza lorda della flotta mercantile mondiale , sono divenute Parti di detto Protocollo in conformita' all'articolo 5 del presente Protocollo.

2. Ogni strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o, di adesione depositato dopo la data in cui il presente Protocollo entra in vigore avra' effetto tre mesi dopo la data del deposito.

3. A decorrere dalla data in cui si considera che un emendamento al presente Protocollo e' stato accettato in conformita' all'articolo 16 della Convenzione ogni strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione depositato si applichera' al presente Protocollo come emendato.
Articolo 7
Denuncia

1. Il presente Protocollo puo' essere denunciato da qualsiasi Parte al presente Protocollo in qualsiasi momento dopo la scadenza di un periodo di cinque anni a decorrere dalla data in cui il Protocollo entra in vigore per tale Parte.

2. La denuncia sara' effettuata mediante il deposito di uno strumento di denuncia da presso il Segretario Generale.

3. Ogni denuncia avra' effetto dodici mesi dopo la ricezione della notifica da parte del Segretario Generale o dopo la scadenza di qualsiasi altro periodo piu' lungo eventualmente indicato nella notifica.

4. Si considerera' che una denuncia del Protocollo del 1978, in conformita' all'articolo VII dello stesso, include una denuncia del presente Protocollo conformemente al presente articolo. Tale denuncia avra' effetto alla data in cui la denuncia del Protocollo del 1978 ha effetto in conformita' all'articolo VII di detto Protocollo.
Articolo 8
Depositario

1. Il presente Protocollo sara' depositato presso il Segretario Generale (di seguito denominato come "Depositario".

2. Il Depositario:
a) informera' gli Stati che hanno firmato il presente Protocollo o che vi hanno aderito riguardo a:
(i) ogni nuova firma o deposito di uno strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, nonche' della loro data;
(ii) la data di entrata in vigore del presente Protocollo; e
(iii) il deposito di qualsiasi strumento di denuncia del presente Protocollo, insieme alla data in cui e' stato ricevuto ed alla data in cui la denuncia ha effetto; e
b) trasmettera' copie certificate conformi del presente Protocollo a tutti gli Stati che hanno firmato il presente Protocollo o che vi hanno aderito.

3. Non appena il presente Protocollo entra in vigore, una copia certificata conforme dello stesso sara' trasmessa dal Depositano al Segretariato delle Nazioni Unite per la sua registrazione e pubblicazione, in conformita' all'Articolo 102 dello Statuto delle Nazioni Unite.
Articolo 9
Lingue

Il presente Protocollo e' redatto in un unico esemplare in lingua araba, cinese, francese, inglese, russa e spagnola, ciascun testo essendo ugualmente autentico.

IN FEDE DI CHE i sottoscritti, a tal fine debitamente autorizzati dai loro rispettivi Governi, hanno firmato il presente Protocollo.

FATTO A LONDRA il 26 settembre 1997.
Traduzione non ufficiale

Allegato VI di MARPOL 73/78

REGOLAMENTI PER LA PREVENZIONE DELL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO DOVUTO ALLE NAVI
Capitolo I - GENERALITA'
Regola I

Applicazione

Le disposizioni del presente Allegato si applicano a tulle le navi, salvo quanto diversamente previsto nelle regole 3, 5, 6, 13, 15, 18 e 19 del presente Allegato.
Regola 2

Definizioni

- ai fini del presente Allegato:
- per stadio analogo di costruzione s'intende lo stato in cui:
- (a) ha inizio una costruzione identificabile con una nave specifica, e
- (b) l'assemblaggio di detta nave ha avuto inizio con almeno 50 tonnellate, o l'uno per cento della massa stimata di tutto il materiale strutturale, a seconda di quello che e' inferiore
- (2) per approvvigionamento continuo s'intende il processo con cui i rifiuti vengono introdotti in una camera di combustione senza assistenza umana mentre l'inceneritore e' in condizioni operative normali e la temperatura operativa della camera di combustione oscilla fra 850° e 1200°C

- (3) per emissione s'intende la fuoruscita di sostanze soggette al controllo di questo Allegato provenienti da navi nell'atmosfera o in mare

- (4) Per nuovi impianti, in relazione alla regola(12) del presente Allegato, s'intende l'installazione di sistemi, attrezzature, ivi compresi nuovi apparecchi portatili anti-incendio o altri materiali, successivamente alla data in cui il presente Allegato entra in vigore escludendo le riparazioni o la ricarica di sistemi gia' installati, di attrezzature, di materiale isolante o di altro materiale, o la ricarica di unita' portatili antincendio.

- (5) Per Codice tecnico Nox s'intende il Codice tecnico sul controllo delle emissioni di ossidi di nitrogeno provenienti da turbine marine diesel adottate dalla risoluzione 2 della Conferenza, come eventualmente emendati dall'Organizzazione, a patto che tali emendamenti siano adottati e che entrino in vigore conformemente alle disposizioni dell'articolo 16 della presente Convenzione relative alle procedure di emendamento applicabili ad un'appendice dell'Allegato.

- (6) Per sostanze che esauriscono l'ozono, s'intendono le sostanze controllate definite al paragrafo 4 dell'articolo 1 del Protocollo di Montreal sulle sostanze che impoveriscono lo stato di ozono, 1987, elencate agli Allegati A, B, C o E di detto Protocollo, in vigore al momento dell'applicazione o dell'interpretazione del presente Allegato.

- Le sostanze che impoveriscono l'ozono e che possono trovarsi a bordo di navi includono, senza limitazioni
- Halon 1211 Bromoclorodifluorometano
- Halon 1201 Bromotrifluorometano
- Halon 2402 1,2-Dibromo-1,1,2,2-tetrafluoroetano (anche designato come Halon 114B2).
- CFC-11 Triclofluorometano
- CFC12 Diclorodifluorometano
- CFC113 1,1,2-Tricloro-1,2,2 trifluoroetano
- CFC114 1,2-Dicloro-1,1,2,2-tetrafluoroetano
- CFC115 Cibropentafluoroetano
- (7) Per liquidi di scolo, s'intende la morchia prodotta dai carburanti o dai separatori di olii lubrificanti, i rifiuti di olii lubrificanti derivati dalle principali attrezzature o dal macchinario ausiliario, oppure l'olio di scarto proveniente dai separatori per le acque di sentina, attrezzature per il filtraggio dell'olio, ripiani per lo sgocciolamento.
- (8) Per l'incenerimento a bordo della nave s'intende l'incenerimento di rifiuti o di altre materie a bordo di una nave, se tali rifiuti o altre materie sono state generate durante la normale attivita' di tale nave.
- (9) Per l'inceneritore a bordo di una nave s'intende una struttura della nave designata principalmente a scopo d'incenerimento.
- (10) Per navi costruite s'intendono gli scafi che sono stati assemblati o che sono in una fase simile di costruzione.
- (11) Per area di controllo delle emissioni Sox s'intende un'area in cui e' richiesta l'adozione di particolari misure obbligatorie per le emissioni SOx provenienti da navi al fine di prevenire, ridurre e controllare l'inquinamento atmosferico dovuto a Sox ed i relativi impatti negativi previsti a terra e su zone marine. Il controllo delle aree di emissioni includera' quelli elencati alla regola 14 del presente Allegato.
- (12) Per tanker, s'intende un serbatoio per il carburante come definito alla regola 1(4) dell'Allegato I o un serbatoio chimico come definito nella regola 1(4) dell'Allegato II della presente Convenzione.
- (13) Per Protocollo del 1997 s'intende Protocollo del 1997 di emendamento della Convenzione Internazionale per la prevenzione dell'inquinamento da navi del 1973 come emendato dal relativo Protocollo del 1978.
Regola 3
Eccezioni generale

Le Regole del presente Allegato non si applicano a:
a) qualsiasi emissione necessaria allo scopo di assicurare la sicurezza di una nave o il salvataggio di vite umane in mare: oppure
b) qualsiasi emissione risultante da danni ad una nave o alle sue attrezzature:
(i) purche' tutte le precauzioni ragionevoli siano state prese dopo che il danno e avvenuto o dopo la scoperta dell'emissione al fine di prevenire o di minimizzare l'emissione; e
(ii) salvo se il proprietario o il capitano hanno agito nell'intento di causare un danno, o con imprudenza, essendo consapevoli che un danno ne risulterebbe probabilmente.
Regola 4
Equivalenti

1. L'Amministrazione puo' autorizzare l'installazione in una nave di impianti, materiali, apparecchi, dispositivi o apparati come alternativa a quanto richiesto dal presente allegato, se tali impianti, materiali, dispositivi o apparati sono almeno altrettanto efficaci di quelli richiesti dal presente Allegato.

2. L'Amministrazione che autorizza un impianto, materiali, dispositivi o apparati in alternativa a quanto previsto dal presente Allegato, comunichera' all'Organizzazione, affinche' siano trasmessi alle Parti della presente Convenzione, i relativi particolari, per loro informazione e in vista di ogni azione appropriata, se del caso.

Capitolo II - Controlli, certificazione e mezzi di controllo
Regola 5
Controlli e ispezioni

1. Ciascuna nave di 400 tonnellate lorde o piu', e tutte le attrezzature di trivellazione fissa e galleggiante ed altre piattaforme saranno sottoposte ai controlli di seguito specificati:
a) un controllo iniziale prima che la nave sia immessa in servizio o prima che il certificato richiesto secondo la regola b del presente Allegato sia rilasciato per la prima volta. il controllo sara' tale da garantire che le attrezzature, i sistemi, i dispositivi ed i materiali siano pienamente conformi ai requisiti applicabili del presente Allegato;
b) controlli periodici ad intervalli specificati dall'Amministrazione che non eccedano cinque anni e che siano tali da garantire che le attrezzature ed i dispositivi siano pienamente conformi ai requisiti del presente Allegato; e
c) come minimo, un controllo intermedio durante il periodo di validita' del certificato, tale da assicurare che le attrezzature ed i dispositivi siano pienamente conformi alle attrezzature del presente allegato ed in buone condizioni di funzionamento. Qualora un solo di questi controlli intermedi sia effettuato nel periodo di validita' di un singolo certificato, e laddove il periodo del certificato superi 2 anni e mezzo, esso avra' luogo entro sei mesi - prima o dopo la meta della data del periodo di validita' del certificato. Tali controlli intermedi saranno convalidati sul certificato rilasciato conformemente alla regola 6 del presente Allegato.
2. Trattandosi di navi di stazza inferiore a 400 tonnellate lorde, l'Amministrazione puo' prendere misure appropriate per garantire che le disposizioni applicabili del presente Allegato siano rispettate.
3. I controlli delle navi per quanto riguarda l'osservanza delle disposizioni del presente Allegato saranno effettuati dai funzionari dell'Amministrazione. Tuttavia l'Amministrazione puo' incaricare dei controlli sia gli ispettori a tal fine designati, sia le organizzazioni riconosciute da detta Amministrazione. Queste organizzazioni dovranno attenersi atterranno alle direttive adottate dall'Organizzazione (1) In tutti i casi, l'Amministrazione interessata dovra' garantire pienamente la completezza e l'efficienza del controllo.
4. Il controllo dei motori e delle attrezzature ai fini della loro conformita' alla regola 13 del presente Allegato sara' effettuato conformemente al Codice Tecnico Nox.
5. L'Amministrazione prendera' provvedimenti affinche' ispezioni non previste possano comunque essere effettuate durante il periodo di validita' del certificato. Queste ispezioni dovranno assicurare che le attrezzature rimangano, sotto tutti gli aspetti, soddisfacenti per il servizio al quale esse sono destinate. Tali ispezioni possono essere effettuate dai servizi ispettivi, da controllori designati, da organizzazioni riconosciute o da altre Parti, su richiesta dell'Amministrazione. Qualora l'Amministrazione, in base alle disposizioni del paragrafo (1) della presente regola, istituisca controlli annuali obbligatori, le ispezioni non previste di cui sopra non saranno obbligatorie.
6. Quando un ispettore designato, o un'organizzazione riconosciuta, determina che lo stato delle attrezzature non corrisponde sostanzialmente ai dati del certificato, essi si accertano che una misura correttiva sia presa, notificando in tempo utile l'Amministrazione. Se nessuna misura correttiva viene presa, il certificato sara' ritirato dall'Amministrazione. Se la nave si trova nei porto di un'altra Parte, le autorita' portuali interessate saranno altresi' immediatamente notificate. Quando un funzionario dell'Amministrazione, un ispettore designato o un'organizzazione, hanno notificato le autorita' competenti dello Stato del porto, il Governo dello Stato del porto in questione fornira' a tale funzionario, ispettore o organizzazione, tutta l'assistenza necessaria per adempiere ai loro obblighi in conformita' alla presente regola.
7. Le attrezzature saranno oggetto di manutenzione affinche' siano conformi alle norme del presente Allegato e nessun cambiamento sara' apportato alle attrezzature, ai sistemi, agli impianti, ai dispositivi o al materiale che e' oggetto del controllo, senza l'approvazione formale dell'Amministrazione. E' consentita una diretta sostituzione di tali impianti e attrezzature con attrezzature ed impianti conformi alle disposizioni del presente Allegato.
8. Ogni qualvolta un incidente avvenga ad una nave, oppure emerga una difettosita' che altera sostanzialmente l'efficienza o la completezza delle sue attrezzature previste dal presente Allegato, il comandante o il proprietario fara' rapporto il prima possibile all'Amministrazione, ad un ispettore designato o ad un'organizzazione riconosciuta, responsabile del rilascio del certificato pertinente.
Regola 6
Rilascio del Certificato Internazionale per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico.

1. Sara' rilasciato, a seguito di un'ispezione in conformita' alle disposizioni della regola 5 del presente Allegato, un Certificato internazionale per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico a:
a) qualsiasi nave avente una stazza di 400 tonnellate lorde o piu', che intraprende viaggi verso porti o terminal offshore sotto la giurisdizione di altre Parti; e
b) alle piattaforme e attrezzature di trivellazione che intraprendono viaggi verso acque sono la sovranita' o la giurisdizione di altre Parti del Protocollo del 1997.

2. Le navi costruite prima della data di entrata in vigore del Protocollo del 1997 saranno immesse in servizio con un Certificato internazionale per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico conformemente al paragrafo (1) di questa regola, non piu' tardi del primo bacino di carenaggio dopo l'entrata in vigore del Protocollo del 1997, ma comunque non oltre tre anni dopo l'entrata in vigore del Protocollo del 1997.
3. Questo Certificato sara' rilasciato sia dall'Amministrazione o da qualsiasi persona o organizzazione debitamente autorizzata. In ogni caso, l'Amministrazione si assume piena responsabilita' per il Certificato.

Regola 7
Rilascio di un certificato da parte di un altro Governo

1. Il Governo di una Parte al Protocollo del 1997 puo', a richiesta dell'Amministrazione, far si' che tale nave sia ispezionata e, se essa ritiene che le disposizioni del presente Allegato sono soddisfatte, rilasciare alla nave, o autorizzare il rilascio di un Certificato internazionale per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico, alla nave in conformita' al presente Allegato.

2. Una copia del Certificato ed una copia del rapporto d'ispezione saranno trasmessi al piu' presto all'Amministrazione richiedente.

3. Il certificato cosi' rilasciato conterra' una dichiarazione nel senso che e' stato rilasciato su richiesta dell'Amministrazione, che avra' la stessa valenza e ricevera' lo stesso riconoscimento di un Certificato rilasciato ai sensi della regola 6 del presente Allegato.

4. Nessun Certificato internazionale per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico sara' rilasciato ad una nave la quale ha diritto di battere la bandiera di uno Stato che non e' Parte al Protocollo del 1997.

Regola 8
Modulo del Certificato

Il Certificato Internazionale per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico sara' redatto in una lingua ufficiale del paese che lo rilascia, in una forma corrispondente al modello dell'appendice 1 del presente Allegato. Se la lingua utilizzata non e' il francese, l'inglese o lo spagnolo, il testo dovra' includere una traduzione in una di queste lingue.

Regola 9
Durata e validita' del Certificato

1. Un Certificato internazionale di prevenzione dell'inquinamento atmosferico sara' rilasciato per un periodo specificato dall'Amministrazione che non dovra' eccedere cinque anni a decorrere dalla data del rilascio.

2. Nessuna proroga del periodo quinquennale di validita' del Certificato internazionale di prevenzione dell'inquinamento atmosferico sara' consentita, tranne che in conformita' al paragrafo (3).

3. Se la nave, nel momento in cui scade il Certificato internazionale di prevenzione dell'inquinamento atmosferico non e' in un porto dello Stato di cui e' abilitata a battere bandiera o nel quale dovra' essere ispezionata. L'Amministrazione puo' prorogare il Certificato per un ulteriore periodo non superiore a cinque mesi. Tale proroga sara' concessa unicamente al fine di permettere alla nave di completare il suo viaggio verso lo Stato di cui e' abilitata a battere bandiera o nel quale essa deve essere ispezionata e solo in casi in cui sembri idoneo e ragionevole fare cio'. Dopo il suo arrivo nello Stato di cui e' abilitata a battere la bandiera, o nel quale deve essere ispezionata, la nave non avra' diritto, in forza di tale proroga di lasciare il porto o lo Stato se non ha ottenuto un nuovo Certificato internazionale di prevenzione dell'inquinamento atmosferico.

4. Un Certificato internazionale di prevenzione dell'inquinamento atmosferico cessa di essere valido in una qualsiasi delle seguenti circostanze:

a) quando le ispezioni ed i controlli non sono effettuati entro i periodi specificati secondo la regola 5 del presente allegato;
b) se sono state apportate alterazioni significative alle attrezzature, ai sistemi, agli impianti, ai dispositivi o al materiale al quale il presente Allegato si applica senza un'approvazione formale dell'Amministrazione , tranne la diretta sostituzione di tali attrezzature o impianti con altre attrezzature o impianti conformi ai requisiti del presente Allegato. Ai fini della Regola 13, per alterazione significativa s'intende ogni cambiamento o aggiustamento al sistema, agli impianti o alla collocazione di un motore diesel che fa si che i limiti dell'ossido di nitrogeno applicati a tale motore non siano piu' conformi, oppure
c) al momento del trasferimento della nave alla bandiera di un altro Stato. Un nuovo Certificato sara' rilasciato solo quando il Governo che rilascia il nuovo Certificato ritiene che la nave e' pienamente conforme ai requisiti della regola 5 del presente Allegato. Nel caso di un trasferimento fra Parti, e se richiesto entro tre mesi dopo che il trasferimento e' avvenuto, il Governo della Parte di cui la nave aveva in precedenza titolo di battere la bandiera , trasmettera' al piu' presto all'Amministrazione dell'altra Parte una copia del Certificato internazionale di prevenzione dell'inquinamento atmosferico, trasportato dalla nave prima del trasferimento e, ove disponibili, copie dei rapporti d'ispezione rilevanti.

Regola 10
Controllo dello Stato del porto sui requisiti operativi

1. Una nave, quando e' in porto, o un terminal offshore sotto la giurisdizione di un'altra Parte del Protocollo del 12997, sono soggetti ad ispezioni da parte dei funzionari debitamente autorizzati da detta Parte riguardo ai requisiti operativi secondo il presente Allegato - qualora vi siano giustificati motivi di ritenere che il capitano e l'equipaggio non conoscono le essenziali procedure di bordo della nave, relative alla prevenzione dell'inquinamento atmosferico da parte di navi.

2. Nelle circostanze di cui al paragrafo (1) della presente regola, la Parte prendera' tutti i necessari provvedimenti al fine di garantire che la nave non salpi prima che la situazione sia stata ristabilita conformemente ai requisiti del presente Allegato.

3. Le procedure relative al controllo dello Stato del porto e stabilite all'articolo 5 della presente Convenzione si applicano alla presente regola.

4. Nulla nella presente regola sara' interpretato nel senso di limitare i diritti e gli obblighi di una Parte che effettua controlli sui requisiti operativi specificamente previsti nella presente Convenzione.

Regola 11
Individuazione di violazioni e imposizione coattiva

1. Le Parti al presente allegato cooperano all'individuazione di violazioni ed alla messa in opera coattiva delle disposizioni del presente Allegato, utilizzando tutte le misure appropriate e praticabili d'individuazione e di monitoraggio ambientale, nonche' adeguate procedure per la compilazione dei rapporti e la raccolta delle prove.

2. Una nave a cui si applica il presente Allegato puo', in qualsiasi porto o terminal offshore di una Parte, essere soggetta ad ispezioni da parte di ufficiali nominati o autorizzati da detta Parte, al fine di verificare se la nave ha emesso qualsiasi sostanza prevista dal presente Allegato, in violazione della norma del presente Allegato. Se un'ispezione indica una violazione del presente Allegato, un rapporto sara' trasmesso all'Amministrazione per ogni azione appropriata.

3. Ciascuna Parte fornira' all'Amministrazione, se del caso, la prova che la nave ha emesso sostanze coperte dal presente Allegato in violazione delle disposizioni del presente Annesso. Se cio' e' fattibile, l'autorita' competente della prima Parte notifichera' il comandante della nave riguardo alla violazione allegata.

4. Nel ricevere tali prove, l'Amministrazione cosi' informata investighera' la questione e potra' chiedere all'altra Parte di fornire altre o migliori prove dell'allegata trasgressione. Se l'Amministrazione ritiene che le prove disponibili sono sufficienti, tanto da consentire d'intentare un processo riguardo alla violazione allegata, essa fara' in modo che tale processo sia intentato al piu' presto e conformemente alla sua legge. L'Amministrazione informera' con sollecitudine la Parte che ha subito la pretesa violazione, nonche' l'Organizzazione, circa l'azione legale intentata.

5. Una Parte puo' altresi' ispezionare una nave alla quale il presente allegato e' applicabile, quando questa nave entra nei porti o nei terminal offshore sotto la sua giurisdizione, se una richiesta d'indagine viene ricevuta da qualsiasi Parte, assieme a prove sufficienti del fatto che la nave ha emesso sostanze, coperte dall'Allegato, in qualsiasi luogo, in violazione del presente Allegato. Il rapporto relativo a tali indagini sara' inviato alla Parte che ne fa domanda ed all'Amministrazione - in modo che si possa intentare un'azione appropriata ai sensi della presente Convenzione.

6. Il diritto internazionale concernente la prevenzione, la riduzione ed il controllo dell'inquinamento marino dovuto a navi, ivi compreso il diritto relativo alla messa in opera coercitiva ed alle salvaguardie in vigore al momento dell'applicazione o dell'interpretazione del presente Allegato, si applica, mutatis mutandis, alle regole ed agli standard stabiliti nel presente Allegato.

CAPITOLO III - Requisiti per il controllo di emissioni da parte di navi
Regola 12
Sostanze che impoveriscono l'ozono

1. Fatte salve le disposizioni della regola 3 - ogni deliberata emissione di sostanze che impoveriscono l'ozono sara' vietata. Le emissioni deliberate includono le emissioni che avvengono durante la manutenzione, le riparazioni o la collocazione di sistemi o di equipaggiamenti, tranne che le emissioni deliberate non includono fuoruscite minime di gas connesse alla cattura o al riciclaggio di una sostanza d'impoverimento dell'ozono. Le emissioni derivanti da perdite di una sostanza d'impoverimento dell'ozono, a prescindere che le perdite siano deliberate o meno, possono essere regolate dalle Parti al Protocollo del 1997.

2. I nuovi impianti che contengono sostanze d'impoverimento dell'ozono saranno proibiti su tutte le navi, tranne i nuovi impianti contenenti idroclorofluorocarboni (HCFCS) che sono autorizzati fino al 1° gennaio 2020.

3. Le sostanze a cui si fa riferimento nella presente regola, e le attrezzature che contengono tali sostanze, saranno consegnate alle strutture ricettive appropriate quando vengono rimosse dalle navi.

Regola 13
Ossidi di Nitrogeno (Nox)

1. (a) La presente regola si applica a:
(i) ciascun motore diesel con una potenza di sviluppo di oltre 130 kW installato su una nave costruita alla data del 1° gennaio 2000; o dopo; e
(ii) ciascun motore diesel con una potenza sviluppata di oltre 130 kW, che e' oggetto di un'importante riconversione alla data del 1° gennaio 2000.
(b) Questa regola non si applica a:
(i) i motori diesel di emergenza, ai motori installati in scialuppe salva vita ed ogni dispositivo o attrezzatura da usare solo in casi di emergenza; e (ii) ai motori installati su navi che intraprendono unicamente viaggi in acque soggette alla sovranita' o alla giurisdizione dello Stato di cui la nave ha diritto di battere la bandiera, purche' tali motori siano soggetti ad una misura di controllo alternativa NOx, stabilita dall'Amministrazione.
(c) Nonostante le disposizioni del sotto-paragrafo (a) del presente paragrafo, l'Amministrazione puo' escludere dall'applicazione di questa regola qualsiasi motore diesel installato su di una nave costruita o su una nave che e' oggetto di una rilevante riconversione, prima della data di entrata in vigore del presente Protocollo, purche' la nave intraprenda unicamente viaggi verso i porti o i terminal offshore nell'ambito dello Stato di cui ha diritto di battere la bandiera.

2. (a) Ai fini della presente regola, per conversione rilevante s'intende la modificazione di un motore laddove:
(i) il motore e' sostituito da una nuova turbina costruita alla data del 1° gennaio 2000, oppure
(ii) e' stata apportata alla turbina una modifica sostanziale, come definita nel Codice tecnico Nox, oppure
(iii) il rendimento massimo continuo della turbina e' aumentato di oltre il 10%.
(b) L'emissione di Nox risultante dalle modifiche di cui al sotto-paragrafo (a) del presente paragrafo sara' documentata in conformita' al Codice Tecnico Nox per approvazione da parte dell'Amministrazione.

3. (a) fatta salva la disposizione della regola 3 del presente Allegato, e' vietato il funzionamento di ogni motore diesel cui si applica la presente regola, tranne quando l'emissione di ossidi di nitrogeno (calcolati come emissione totale avente un peso di NO 2 dal motore rientra nei seguenti limiti:
(i) 17.0 g/kWh quando n e' inferiore a 130 rpm.
(ii) 45.0 x n-0.2 g/kW h quando n e' pari a 130 o piu', ma inferiore a 2000 rpm.
(iii) 9.8/g/kW h quando n e' 2000 rpm o piu' laddove n e' pari alla velocita' stimata del congegno (giri di motore al minuto).

Quando si usa un carburante composto da miscele da idrocarburi derivanti dalla raffineria del petrolio, le procedure per i "test" ed i metodi di misura saranno conformi al Codice tecnico Nox, in considerazione dei cicli di test e dei fattori connessi al peso sottolineati all'appendice II del presente Allegato.

(b) Nonostante le disposizioni del sub-paragrafo (a) del presente paragrafo, il funzionamento di un motore diesel e' consentito quando:
(i) un sistema di pulizia dei gas esauriti, approvato dall'Amministrazione in conformita' al Codice Tecnico Nox, viene applicato al motore per ridurre le emissioni NOx a bordo, almeno nei limiti specificati al sotto-paragrafo (a), oppure
(ii) ogni altro metodo equivalente approvato dall'Amministrazione, il quale tenga conto delle direttive rilevanti che l'Organizzazione deve sviluppare, e' applicato per ridurre le emissioni di NOx a bordo, almeno nei limiti specificati nel sotto-paragrafo (a) del presente paragrafo.

Regola 14
Ossidi di zolfo (Sox)

Requisiti generali

1. Il contenuto di zolfo di qualsiasi carburante utilizzato a bordo di navi non dovra' eccedere 4.5% m/m.

2. Il contenuto medio mondiale di zolfo degli olii residui forniti per essere utilizzati a bordo di navi, sara' oggetto di un monitoraggio che tiene conto delle direttive che devono essere sviluppate dall'Organizzazione.
Requisiti nell'ambito delle aree di controllo delle emissioni Sox

3. Ai fini della presente regola, le aree per il controllo delle emissioni Sox dovranno includere:
a) l'area del Mar Baltico come definita nella regola 10 (2) (b) dell'Allegato 1; e
b) ogni altra area marina, ivi comprese le aree portuali, designata dall'Organizzazione in conformita' ai criteri ed alle procedure per la designazione di aree di controllo delle emissioni Sox, per quanto riguarda la prevenzione dell'inquinamento atmosferico prodotto dalle navi di cui all'appendice III del presente Allegato.

4. Quando le navi si trovano nell'ambito delle aree di controllo delle emissioni Sox, almeno una delle seguenti condizioni dovra essere soddisfatta.

a) il contenuto di zolfo del carurante utilizzato a bordo di navi in un'area di controllo delle emissioni non deve superare 1.5% m/m;
b) un sistema per la pulizia dei gas esauriti approvato dall'Amministrazione, che tiene conto delle direttive che l'Organizzazione dovra' elaborare, viene applicato per ridurre l'emissione di ossidi di zolfo dalle navi, compresi sia i motori ausiliari, sia le turbine principali azionale con un sistema di propulsione a reazione - a 6,0 g Sox/kW - calcolati in quanto peso totale dell'emissione di biossido di zolfo. I flussi di rifiuti derivanti dall'uso di tali attrezzature non dovranno essere scaricati nei porti interclusi, negli ancoraggi e negli estuari, a meno che risulti compiutamente documentato dalla nave che tali flussi di rifiuti noti hanno un effetto pregiudizievole sugli ecosistemi di tali porti interclusi, ancoraggi ed estuari, e che la loro movimentazione si basa sui criteri comunicati dalle autorita' dello Stato del porto all'Organizzazione. L'Organizzazione divulghera' i criteri a tutte le Parti alla Convenzione; oppure
c) sara' applicato qualsiasi altro metodo verificabile e coercitivamente applicabile per mantenere le emissioni di SOx ad un livello equivalente a quello descritto nel sotto-paragrafo (b). Tali metodi saranno approvati dall'Amministrazione in considerazione delle direttive che l'Organizzazione dovra' elaborare.

5. Il contenuto di zolfo del carburante di cui al paragrafo (1) ed al paragrafo (4) (a) della presente regola sara' documentato dal fornitore come stabilito dalla regola 18 del presente allegato.

6. Le navi che utilizzano carburanti separati in osservanza del paragrafo (4) (a) della presente regola dovranno prevedere un tempo sufficiente affinche' il sistema di pulizia del carburante sia interamente lavato da tutti i carburanti eccedenti 1.5% m/m contenuto di zolfo, prima dell'entrata in un'area di controllo delle emissioni Sox. Il volume dei carburanti a basso contenuto di zolfo inferiore o pari 1.5% contenuto di zolfo) in ciascun serbatoio, nonche' la data, l'ora e la posizione della nave quando un'operazione di ricambio viene completata, sono registrati nel giornale di bordo come prescritto dall'Amministrazione.

7. Durante i primi 12 mesi immediatamente successivi all'entrata in vigore del presente Protocollo o di un emendamento al presente Protocollo, che designa una specifica area di controllo dell'emissione Sox ai sensi del paragrafo (3) (b) della presente regola, le navi che entrano in un'area di controllo delle emissioni di cui al paragrafo (3) (a) della presente regola o che sono designate ai sensi del paragrafo (3) (b) della presente regola, sono esonerate dai requisiti dei paragrafi (4) e (6) della presente regola e dai requisiti del paragrato 5 di tale regola nella misura in cui si riferiscono al paragrafo (4 (a) della presente regola.

Regola 15
Composti organici volatili

1. Se le emissioni di composti organici volatili (VOC) dai serbatoi devono essere regolamentate nei porti o nei terminali che dipendono dalla giurisdizione di una Parte al Protocollo del 1997, esse saranno regolamentate in conformita' alle norme della presente Regola.

2. Una Parte al Protocollo del 1997 che specifica i porti o i terminali sotto la sua giurisdizione in cui devono essere regolamentate le emissioni VOC, deve sottoporre una notifica all'Organizzazione. Tale notifica includera' informazioni sulle dimensioni dei serbatoi da controllate, e sui carichi che richiedono sistemi di controllo delle emissioni di vapore, nonche' la data effettiva di tale controllo. La notifica sara' presentata almeno sei mesi prima della data effettiva.

3. Il Governo di ogni Parte del Protocollo del 1997, che designa i porti o i terminali in cui le emissioni VOC provenienti dai serbatoi devono essere regolamentate, si accerteranno che i sistemi di controllo delle emissioni di vapore, approvati dal Governo, in considerazione degli standard di sicurezza messi a punto dall'Organizzazione* siano installati nei porti e nei terminal disegnati, e funzionino in modo sicuro, al fine di evitare ogni indebito ritardo per la nave.

4. L'Organizzazione fara' circolare una lista dei porti e dei terminali designati dalle Parti al Protocollo del 1997 ad altre Parti al Protocollo del 1997 ed agli Stati membri dell'Organizzazione per loro informazione.

5. Tutti i serbatoi che sono assoggettati al controllo delle emissioni di vapore conformemente alle norme del paragrafo (2) della presente regola, saranno muniti di un dispositivo per la raccolta del vapore approvato dall'Amministrazione, che tiene conto degli standard di sicurezza elaborati dall'Organizzazione, e utilizzeranno tale sistema durante ogni caricamento. I terminal che hanno installato dei sistemi per il controllo delle emissioni di vapore conformemente alla presente regola possono accettare dei serbatoi non muniti di sistemi per la raccolta dei vapori per un periodo di tre anni dopo la data effettiva indicata al paragrafo (2).

6. La presente regola si applica solo ai trasportatori di gas quando il tipo di caricamento ed i sistemi di contenimento permettono una ritenzione sicura dei VOC non-metano a bordo, oppure il loro ritorno a riva in tutta sicurezza.

Regola 16
Incenerimento a bordo

1. Tranne quanto previsto al paragrafo (5), l'incenerimento a bordo e' consentito solo in un inceneritore a bordo del la nave.

2. (a) Tranne quanto previsto nel sotto-paragrafo (b) del presente paragrafo, ciascun inceneritore installato a bordo di una nave alla data del 1° gennaio 2000 o dopo, dovra' essere conforme ai requisiti contenuti nell'appendice IV del presente Allegato. Ciascun inceneritore dovra' essere approvato dall'Amministrazione, in considerazione delle specifiche standard per gli inceneritori a bordo sviluppate dall'Organizzazione. **
b) L'Amministrazione puo' consentire l'esclusione dall'applicazione del sotto-paragrafo (a) di questo paragrafo ad un inceneritore installato a bordo di una nave prima della data di entrata in vigore del Protocollo del 1997, purche' la nave intraprenda esclusivamente viaggi entro acque soggette alla sovianita' o alla giurisdizione dello Stato di cui ha diritto di battere bandiera.

3. Nulla nella presente regola pregiudica il divieto o altre esigenze della Convenzione del 1972 come emendata e del suo Protocollo del 1996 sulla prevenzione dell'inquinamento marino dovuto allo scarico di rifiuti o di altre materie.

4. E' vietato l'incenerimento a bordo delle seguenti sostanze:
a) Allegato I, II e III - residui di caricamento secondo la presente Convenzione e materiali di imballaggio contaminati.
b) bi-fenili poly-cloruri ( PCBs)
c) immondizie, come definita all'Allegato V della presente Convenzione contenenti metalli pesanti in misura superiore ad eventuali tracce, e
d) prodotti del petrolio raffinato contenenti composti alogeni.

5. L'incenerimento a bordo di rifiuti e di morchia di carburante generati durante il normale funzionamento di una nave puo' altresi' avvenire nei principali impianti idroelettrici o in impianti ausiliari o nelle caldaie, ma in questi casi tali operazioni non dovranno essere svolte nei porti, negli ancoraggi e negli estuari.

6. L'incenerimento a bordo di cloruri di calce di poly-vinile (PVCS) e' proibito salvo che negli inceneritori a bordo di navi per i quali sono stati rilasciati Certificati di approvazione IMO.

7. Tutte le navi aventi inceneritori soggetti alla presente regola dovranno essere in possesso di in manuale operativo del fabbricante che specifichera' come far funzionare l'inceneritore entro i limiti descritti al paragrafo (2) dell'appendice IV del presente Allegato.

8. Saranno formati effettivi del personale responsabili per il funzionamento di qualsiasi inceneritore, ed essi dovranno essere capaci di mettere in opera le istruzioni fornite nel manuale fornito dal fabbricante.

9. Il monitoraggio della temperatura esterna nel condotto di combustione del gas e' richiesto in qualsiasi momento ed i rifiuti non dovranno essere introdotti in un inceneritore a bordo continuamente rifornito quando la temperatura e' inferiore alla temperatura minima consentita di 850°C. Per gli inceneritori a bordo di navi caricati con grandi infornate, l'unita' sara' designata in modo che la temperatura nella camicia di combustione raggiunga 600°C entro cinque minuti dopo l'inizio dell'operazione.

10. Nulla nella presente regola preclude lo sviluppo, l'installazione a bordo della nave ed il funzionamento di trattamenti e di dispositivi alternativi per il trattamento termale dei rifiuti che soddisfano o superano i requisiti della presente regola.

Regola 17
Strutture ricettive

1. Il Governo di ciascuna Parte al Protocollo del 1997 s'impegna a garantire la fornitura di adeguate strutture per far fronte:
a) ai bisogni delle lavi che utilizzano i suoi porti per le riparazioni, anche per la ricezione di sostanze che impoveriscono l'ozono e per le attrezzature che contengono tali sostanze quando queste ultime sono rimosse dalle navi;
b) ai bisogni del le navi che utilizzano i suoi porti, terminal o porti di riparazione per la ricezione dei residui della pulizia di gas esauriti, mediante un sistema approvato di pulizia dei gas esauriti quando lo scarico nell'ambiente marino di tali residui non e' consentito in base alla regola 14 del presente Allegato, senza causare un indebito ritardo alle navi, e
c) ai bisogni delle navi in caso di interruzione di corrente, per la ricezione di sostanze che impoveriscono l'ozono e di attrezzature che contengono tali sostanze quando sono rimosse dalle navi.

2. Ciascuna Parte al Protocollo del 1997 notifichera' all'Organizzazione affinche' siano trasmessi ai suoi Membri tutti i casi in cui le strutture fornite in base alla presente regola non sono disponibili o sono considerate inadeguate.

Regola 18
Qualita' del carburante

1. Il carburante per scopi di combustione, consegnato ed utilizzato a bordo di navi cui si applica il presente Allegato dovra' essere conforme ai prescritti requisiti:

a) tranne quanto disposto al sotto-paragrafo (b).
(i) il carburante sara' costituito da miscele di idrocarburi derivanti dalla raffineria del petrolio. Cio' non pregiudichera' l'incorporazione di piccoli quantitativi di additivi volti a migliorare alcuni aspetti delle prestazioni.
(ii) il carburante non dovra' contenere alcun acido inorganico.
(iii) il carburante non dovra' contenere alcuna sostanza addizionale, o rifiuti chimici che:
(1) mettono a repentaglio la sicurezza delle navi o pregiudicano in altro modo il funzionamento dei macchinari, o
(2) sono nocivi per il personale, oppure
(3) contribuiscono in misura considerevole ad un inquinamento atmosferico addizionale, e,

b) il carburante a scopi di combustione derivante da metodi diversi dalla raffineria del petrolio non dovra':
(i) eccedere il contenuto di zolfo stabilito nella regola 14 del presente allegato;
(ii) far si che un motore superi i limiti di emissione Nox stabiliti nella regola 13 (3) (a) del presente Allegato;
(iii) contenere acido inorganico, e
(iv) (1) mettere a repentaglio la sicurezza delle navi o pregiudicare in altro modo la prestazione dei macchinari, oppure essere nocivo per il personale, oppure contribuire in misura maggiore all'inquinamento atmosferico

2. La presente regola non si applica al carbone in forma solida o ai carburanti nucleari.

3. Per ogni nave soggetta alle regole 5 e 6 del presente Allegato, i dettagli relativi ai carburanti per scopi di combustione, forniti e non utilizzati a bordo, saranno registrati per mezzo di una nota di consegna relativa alla stiva del carbone che conterra' almeno le informazioni specificate all'appendice V al presente Allegato.

4. La nota di consegna relativa al carbone sara' custodita a bordo della nave in un luogo tale da poter essere rapidamente disponibile per l'ispezione in qualsiasi momento ragionevole. Essa sara' conservata per un periodo di tre anni dopo che il carburante e' stato consegnato a bordo.

5. (a) L'autorita' competente del Governo di una Parte al Protocollo del 1997 puo' ispezionare le note di consegna a bordo di ciascuna nave cui il presente allegato si applica quando la nave e' nel suo porto o terminale offshore, essa puo' fare una copia di ogni nota di consegna, e chiedere al comandante o alla persona che ha la responsabilita' della nave, di certificare che ciascuna copia e' un esemplare autentico di tale nota di consegna del ''carbonile''. Le autorita' competenti possono altresi' verificare il contenuto di ciascuna nota per mezzo di consultazioni con il porto dove la nota e' stata rilasciata.

b) L'ispezione delle note di consegna relative al "bunker" e l'effettuazione di copie certificate da parte delle autorita' competenti ai sensi del presente paragrafo, avverra' al piu' presto senza che la nave debba essere indebitamente ritardata.

6. La nota di consegna relativa al bunker sara' accompagnata da un campione rappresentativo del carburante, consegnato in considerazione delle direttive che l'Organizzazione deve sviluppare e sara' sigillata e firmata dal rappresentante del fornitore, dal capitano o dall'ufficiale incaricalo dell'operazione "bunker" al completamento delle operazioni di "bunker" mantenuto sotto il controllo della nave fino a quando il carburante sara' sostanzialmente consumato, ma in ogni caso per un periodo non inferiore a 12 mesi dal momento della consegna.

7. Le Parti al Protocollo del 1997 si impegnano a fare in modo che le autorita' da esse designate:

a) conservino un registro dei fornitori locali di carburante:

b) esigono che i fornitori locali provvedano alle note di consegna ed a campioni relativi al bunker come richiesto dalla presente regola, certificati dal fornitore di carburante che il carburante e conforme ai requisiti delle regole 14 o 18 del presente Allegato;

c) chiedono ai fornitori locali di trattenere una copia della nota di consegna relativa al bunker per almeno tre anni per l'ispezione e la verifica da parte dello Stato del porto come necessario;

d) prendono adeguati provvedimenti con i fornitori di carburante, scoperti a consegnare carburante che non e' * conforme a quanto dichiarato nella nota di consegna relativa al bunker;

e) informa l'Amministrazione riguardo a qualsiasi ditta la quale riceve del carburante che non e' conforme ai requisiti delle regole 14 o 18 del presente Allegato; e

f) informa l'Organizzazione ai fini della trasmissione alle Parti del Protocollo 1997 di tutti i casi in cui i fornitori di benzina o di carburante non hanno eseguito i criteri indicati nelle regole 14 o 18 del presente Allegato.

8. In correlazione alle ispezioni dello Stato del Porto effettuate dalle Parti del Protocollo del 1997, le Parti s'impegnano inoltre a: informare la Parte o la non Parte sotto la cui giurisdizione una nota di consegna relativa ad un bunker e' stata emanata in casi di consegna di carburanti e non conforme, fornendo tutte le informazioni rilevanti.

Regola 19
Requisiti per le piattaforme e le attrezzature di trivellazione

1. Fatte salve le disposizioni dei paragrafi (2) e (3) della presente regola, le piattaforme fiss e galleggianti e le attrezzature di trivellazione dovranno essere conformi ai requisiti del presente Allegato.

2. Le emissioni che sorgono direttamente dall'esplorazione, dallo sfruttamento e dai processi offshore in materia di risorse minerali dei fondi marini, sono - compatibilmente con l'articolo 2(3) (b) (ii) della presente Convenzione, esonerate dalle disposizioni del presente Allegato.

Tali emissioni includono quanto segue:

a) Le emissioni che risultano dall'incenerimento di sostanze che sono unicamente e direttamente il risultato dell'esplorazione, dello sfruttamento e dei processi off*-shore connessi alle risorse minerali dei fondi marini, ivi compreso, ma senza che cio' si limitativo, la scintilla degli idrocarburi e la bruciatura di ritagli, morchia, e/o fluidi di stimolazione durante il completamento dei pozzi e le operazioni di collaudo, nonche' le fiammate che derivano da situazioni irregolari;

b) la fuoruscita di gas e di composti volatili nei liquidi di trivellazione, nei fluidi e nei "cuttings";

c) le emissioni che derivano unicamente e direttamente dal trattamento, dalla manipolazione o all'immagazzinaggio di minerali provenienti dai fondali marini; e

d) le emissioni che provengono da motori diesel esclusivamente abilitati per l'esplorazione lo sfruttamento ed i processi off-shore di risorse minerali dei fondi marini.

3. I requisiti della Regola 18 del presente Allegato non si applicheranno all'uso di idrocarburi prodotti e successivamente utilizzati sul Sito in quanto carburante, quando l'Amministrazione lo approva.

Appendici all'Allegato VI
APPENDICE I

Modulo del Certificato IAPP

(Regola 8)

Certificato internazionale per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico

Rilasciato secondo le disposizioni del Protocollo del 1997 in vista di emendare la Convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento da navi, del 1973, come modificato dal relativo Protocollo del 1978 (di seguito denominato "la Convenzione) sotto l'autorita' del Governo di
Designazione completa del paese

Da: designazione completa della persona o organizzazione competente autorizzata secondo le disposizioni della Convenzione
|Numero o | | | | Nome della |lettere | |Porto di |Tonnellaggio | nave |distintive |Numero OMI|registrazione |lordo |
Tipo di nave tanker

Altre navi diverse da un tanker

1. Con il presente Certificato si attesta che la nave e' stata controllata in conformita' alla regola 5 dell'Allegato VI della Convenzione: e

2. Che il controllo indica che le attrezzature, i sistemi, i dispositivi, gli arrangiamenti ed i materiali sono pienamente conformi ai regolamenti applicabili dell'Allegato VI della Convenzione.

IL presente certificato e' valido fino al ..............., fatti salvi i controlli in conformita' alla regola 5 dell'Allegato Vi della Convenzione

Rilasciato a ...................................
Luogo del rilascio del certificato

Data del rilascio .............................. Firma del funzionario debitamente autorizzato che rilascia il certificato ..................................................

(Sigillo o timbro dell'autorita', come appropriato)
CONVALIDA DEI CONTROLLI ANNUALI ED INTERMEDI

IL PRESENTE CERTIFICATO attesta che in un controllo effettuato secondo la regola 5 dell'Allegato VI della Convenzione la nave e stata riscontrata conforme alle norme rilevanti della Convenzione

Controllo annuale .................. Firmato ......................

(Firma del funzionario debitamente autorizzato)

.....................Luogo data .........................

Sigillo o timbro dell'autorita', come appropriato .................

Firma del funzionario debitamente autorizzato

Sigillo o timbro dell'autorita', come appropriato

Controllo* annuale intermedio .......... Firmato ..................

Luogo-data .........................

Sigillo o timbro dell'autorita', come appropriato ..................

Firmato

Luogo ........................ data ....................

..............................

Depennare ove approvato

Supplemento al certificato internazionale

per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico

(Certificalo IAPP)

Rapporto sulla costruzione e le attrezzature

Relativamente alle disposizioni dell'annesso VI della Convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico da navi (di seguito denominata "la Convenzione'')

1. Note: il presente rapporto sara' in permanenza allegato al Certificato IAPP, Il, certificato IAPP sara' disponibile a bordo della nave in qualsiasi momento.

2. Se la lingua della compilazione originale non e' l'inglese, il francese o lo spagnolo, il testo includera' una traduzione in una di queste lingue.

3. Le iscrizioni nelle caselle possono essere effettuate inserendo sia una croce (x) per la risposta ''si'' e ''applicabile'' oppure ap per le risposte ''np'' e non applicabile, come appropriato.

4. Salvo se diversamente dichiarato, le regole menzionate nella presente compilazione si riferiscono alle regole dell'Allegato VI della Convenzione e le risoluzioni o circolari si riferiscono a quelle adottate dall'OMI.
1. Dettagli della nave

1.1. Nome della nave

1.2. Numero distintivo o lettere

1.3. Numero OMI

1.4. Porto di registrazione

1.5. Tonnellaggio lordo

1.6. Data alla quale lo scalo e' stato assemblato, o quando la nave era in uno stadio simile di costruzione

1.7. Data d'inizio di una riconversione importante (ove applicabile) regola 13 .......................................
2. Controllo delle emissioni provenienti dalle navi

2.1. Sostanze che impoveriscono l'ozono (regola 12)

2.1.1.1. seguenti sistemi e le attrezzature anti-incendio contenenti halon possono continuare nel servizio

2.1.2.1. seguenti sistemi ed attrezzature che contengono CFCS possono continuare in servizio

Attrezzature del sistema |Collocamento a bordo Attrezzature del sistema |Collocamento a bordo

2.1.3. I seguenti sistemi che contengono idro-fluoro carburi (HCFCS) installati anteriormente al 1° gennaio 2020 possono continuare ad essere utilizzati nel servizio

Attrezzature del sistema |Collocamento a bordo
2.2. Ossidi di nitrogeno (Nox) (regola 13)

2.2.1. I seguenti motori diesel con una potenza sviluppata superiore a 130 kW ed installati su una nave costruita alla data del 1° gennaio 2000 si conformano alle regole standard per le emissioni 13 (3) (a) in conformita' al codice Tecnico Codice Tecnico

Nox ..................................................................... .........................................................

Fabbricante e | | |Potenza |Velocita' media modello |Numero di serie|Uso|sviluppata (kW) |Rpm
2.2.2. I seguenti motori diesel con una potenza sviluppata superiore a 130 kW e che sono stati oggetto di una rilevante converione secondo la regola 13 (2) alla data del 1° gennaio 2000, o dopo, sono conformi alle regole standard 13 (3) (a) conformemente al Codice Tecnico Nox per l'emissione

Fabbricante e | | |Potenza | modello |Numero di serie|Uso|sviluppata KW |Velocita' media
2.2.3. I seguenti motori diesel con una potenza sviluppata superiore a 130 kW e che sono installati su di una nave costruita alla data del 1° gennaio 2000, o con una potenza sviluppata superiore a 130 e che sono stati oggetto di una rilevante conversione secondo la regola 13 (2) alla data del 1° gennaio 2000 o successivamente, sono muniti di un sistema per la pulizia dei gas esauriti o, con altri metodi equivalenti conformemente alla regola 13(3) ed il Codice Tecnico Nox oggetto di un monitoraggio e per controllare le emissioni e rilevare i dispositivi conformemente al Codice tecnico

Fabbricante e | | |Potenza | modello |Numero di serie|Uso|sviluppata |Velocita' media
2.2.4. I seguenti motori diesel da 2.2.1, 2.2.2 e 2.2.3 di cui sopra sono muniti di un monitoraggio per le emissioni Nox e dispositivi di registrazione conformemente al Codice Tecnico

Fabbricante e | | |Potenza | modello |Numero di serie|Uso|sviluppata |Velocita' media
2.3. Ossidi di zolfo (Sox) (regola 14)
2.3.1. Quando la nave opera nell'ambito di un'area di controllo delle emissioni specificata nella regola 14 (3) la nave utilizza

1. carburante con un contenuto di zolfo non superiore a 1,5%m/m come documentato dalle note di consegna relative al bunker, oppure

2. un sistema approvato di pulizia dei gas esauriti, al fine di ridurre le emissioni Sox al di sotto di 6,0 g Sox/kW h, oppure

2.3. altra tecnologia approvata per diminuire le emissioni di Sox al di sotto di 6.0 g.Sox x/kW h

2.4. Composti organici volatili (VOCs) (regola 15)

2.4.1. Il tanker ha un sistema per la raccolta del vapore, installato ed approvato in conformita' con MSC Circ 585

2.5. La nave ha un inceneritore:

2.1. che e' conforme alla risoluzione MEPC 76(40) come emendata

2.2. installato prima del 1° gennaio 2000 che non e' conforme alla risoluzione MEPC.76 (40) come emendata.
IL PRESENTE CERTIFICATO ATTESTA CHE LA PRESENTE COMPILAZIONE

E' CORRETTA IN TUTTI I SUOI ASPETTI

Rilasciato a ......................................

Luogo di rilascio del certificato

Firma del funzionario debitamente autorizzato che autorizza il rilascio

data di rilascio

Sigillo o timbro dell'autorita', come appropriato
APPENDICE II

CICLI DI TEST E FATTORI DI PESATURA

(Regola 13)

I seguenti cicli di test ed i fattori di pesatura dovrebbero essere applicati per verificare la conformita' ed i fattori di pesatura di motori diesel marini ai limiti NOx in conformita' alla Regola 13 del presente Allegato utilizzando le procedure di test ed i metodi di conteggio come specificato nel Codice Tecnico NOx.

1. Per i motori marini a velocita' costante per la principale propulsione, ivi compreso il comando elettrico-diesel dovrebbe essere applicato il testo ciclo E2.

2. per i propulsori ad elica variabile dovrebbe essere applicato il ciclo test E2.

3. Per i propulsori principali e per i propulsori azionati con motori ausiliari dovrebbe essere applicato il ciclo di test E3.

4. Per i motori ausiliari a velocita' costante, deve essere applicato il ciclo di test D2.

5. Per i motori ausiliari a velocita' variabile ed a peso variabile non inclusi sopra, dovrebbe essere applicato il ciclo di test C1.

Ciclo di test per l'applicazione a velocita' costante

(ivi compreso il comando elettrico-diesel o con installazioni di propulsori variabili

| Ciclo di test | Velocità | 100% | 100 | 100 | 100 |

----> Parte del provvedimento riprodotto in formato grafico <----
APPENDICE III

Criteri e procedure per la designazione delle aree di controllo delle emissioni di SOx emissioni di aree di controllo Sox
(Regola 14)

1.1. Obiettivi Lo scopo della presente appendice e' di fornire i criteri e le procedure per la designazione delle aree di controllo di emissioni Sox. L'obiettivo delle aree di controllo delle emissioni di SO, e' di prevenire, ridurre e controllare l'inquinamento atmosferico dalle navi e dei loro impatti pregiudizievoli sulla terra e sulle aree marine.

1.2. L'area per il controllo di emissioni SoX dovrebbe essere presa in considerazione dall'Organizzazione sin dall'inizio se e' sostenuta da un bisogno necessario e dimostrato di prevenire, ridurre e controllare l'inquinamento atmosferico da emissioni Sox provenienti da navi.

2. Criteri proposti per la designazione di un area di controllo delle emissioni Sobx

2.1. Una proposta all'Organizzazione per la designazione di un'area di controllo delle emissioni Sox puo' essere presentata solo dagli Stati contraenti del Protocollo del 1997. Laddove due o piu' Stati contraenti abbiano un interesse comune in una particolare aerea, essi dovrebbero formulare una proposta coordinata.

2.2. La proposta dovra' includere

2.2.1. Una chiara delimitazione dell'area proposta per le applicazioni di controlli sulle emissioni Sox provenienti da navi, assieme ad una tabella di riferimento in cui l'area e' contrassegnata;

2.2.2. una descrizione delle zone di terra e di mare che sono a rischio per via degli impatti delle emissioni Sox;

2.2.3. l'accertamento che le emissioni Sox provenienti da navi che operano nell'area prevista di applicazione dei controlli delle emissioni SOx contribuiscono all'inquinamento atmosferico proveniente dalle Sox, ivi compresi i depositi di Sox ed i loro impatti pregiudizievoli sulle aree di terra e marine in considerazione. Questo accertamento dovra' includere una descrizione degli impatti delle emissioni Sox sugli eco-sistemi terrestri ed acquatici, sulle aree di naturale prodottivita', sugli habitat critici, sulla qualita' dell'acqua la salute umana e le aree aventi una rilevanza culturale e scientifica, ove applicabile. Saranno individuate le fonti di dati rilevanti, ivi comprese le metodologie utilizzate;

2.2.4. informazioni rilevanti, relative alle condizioni meteorologiche nell'area di applicazione proposta per i controlli sulle emissioni di Sox e le aree a rischio di terra e marine, nonche' le alle carte piu' utilizzate relative ai venti, oppure informazioni relative alle condizioni topografiche, geologiche, oceanografiche, morfologiche, o ad altre condizioni che possono dar luogo ad una crescente probabilita' di un inquinamento atmosferico a livello elevato o ai livelli di acidificazione;

2.2.5. la natura del traffico delle navi nell'area prevista di controllo delle emissioni di Sox, ivi compresi i modelli e la densita' di tale traffico;

2.2.6. una descrizione delle misure di controllo adottate dallo Stato contraente o dagli Stati contraenti che le propongono, e che sono destinate al trattamento delle fonti di emissione Sox che pregiudicano l'area a rischio installata e che operano in conformita' alle misure da adottare in relazione alle disposizioni della Regola 14 dell'Allegato VI della presente Convenzione.

2.3. I limiti geografici di un'area per il controllo delle emissioni Sox sara' basata sui criteri rilevanti di cui sopra, ivi comprese le emissioni di Sox ed i depositi delle navi che navigano nell'area proposta. I modelli e le densita' del traffico e le condizioni del vento.

2.4. Una proposta per designare una determinata area in quanto area di controllo delle emissioni dovra' essere sottoposta dall'Organizzazione e conformemente alle regole ed alle procedure stabilite dall'Organizzazione.

3. Procedure per la valutazione e l'adozione di aree di controllo delle emissioni Sox da parte dell'Organizzazione.

3.1. L'Organizzazione esaminera' ogni proposta che le viene presentata da uno Stato contraente o da Stati contraenti.

3.2. Un'area per il controllo delle emissioni Sox sara' designata per mezzo di un emendamento al presente Allegato, considerato, adottato e reso effettivo conformemente all'articolo 16 della Convenzione.

3.3. Nel valutare la proposta, l'Organizzazione terra' conto dei criteri da includere in ciascuna proposta di adozione, come stabilita nella sezione 2 di cui sopra, ed i relativi costi per ridurre i depositi di zolfo dalle navi quando sono comparate ai controlli con basi terrestri. Si dovra' inoltre tener conto degli impatti economici sulle navi che intraprendono commerci internazionali.

4. Funzionamento delle aree di controllo per le emissioni Sox.

4.1. Le Parti che hanno navi che navigano nell'area sono incoraggiate a sottoporre all'Organizzazione qualsiasi preoccupazione relativa al funzionamento dell'area.

APPENDICE IV

Approvazione del tipo e limiti operativi
Per gli inceneritori a bordo
(Regola 16)

1. Gli inceneritori a bordo di navi descritti nella regola 16(2) dovranno avere un certificato tipo dell'IMO per ciascun inceneritore. Al fine di ottenere questo certificato, l'inceneritore sara' designato e costruito secondo parametri approvati descritti nella Regola 16(2). Ciascun modello sara' sottoposto ad un'operazione di collaudo di tipo specifico nello stabilimento o in una struttura per collaudi approvata e sotto la responsabilita' dell'Amministrazione, utilizzando le seguenti specifiche standard per il carburante/rifiuti, del tipo approvato, per determinare se l'inceneritore funziona entro i limiti specificati nel paragrafo (2) della presente appendice.

Morchia di carburante consistente in 75% di morchia da HUFO
5% di carburante lubrificante
20% di acqua emulsificata
Detriti soli consistenti in 50% rifiuti di cibo
50% di spazzatura contenente
appross. 30% di carta
appross. 40% di cartone
appross. 10% di stracci
appross. 20% di plastica.

La miscela avra' fino al 50% di umidita' e 7% di solidi non combustibili

2. Gli inceneritori di cui alla Regola 16(2) funzionamento entro i seguenti limiti:

O2 in camera di combustione 6-12

CO massimo nel condotto 200 mg/MJ

Ammontare massimo di fuliggine Bacharach 3 oppure
Ringelman 1 (20% di opacita)
Un ammontare piu' elevato di fuliggine e' accettabile solo per un brevissimo periodo, come la partenza)

Componenti non bruciati

In residui di ceneri Massimo 10% al peso

Escursione termica/fuoruscit dalla camera di combustione

(Un ammontare piu' elevato di fuliggine e' accettabile solo per un brevissimo periodo, come la partenza)

Componenti non bruciati in residui di cenere Massimo 10% al peso

Escursione termica esterna della camera di combustione del gas 850-1200 gradi Celsius
.sp3;
APPENDICE V

INFORMAZIONI CHE DEBBONO ESSERE INSERITE NELLA NOTA DI
CONSEGNA A BORDO
(Regola 18(3))

Nome e numero IMO della nave ricevente

Porto

Data di inizio della consegna

Nome, indirizzo e numero di telefono del fornitore del carburante marittimo

Nome/i del prodotto

Quantita' in tonnellate metriche

Densita' a 15°C, kg/m3

Contenuto di zolfo (%m/m)

Una dichiarazione firmata e certificata dal rappresentante del fornitore di carburante che il carburante fornito e' in conformita' con la regola 14 (1) o (4) (a) e con la regola 18 (1) di questo Annesso.
--------------------
(1) Far riferimento alle direttive per l'autorizzazione di
organizzazione che agiscono per conto dell'Amministrazione,
adottate dall'Organismo con la risoluzione A339(18) e le
Specificazioni del controllo e le funzioni di
certificazione delle organizzazioni riconosciute che
agiscono per conto dell'Amministrazione adottate
dall'Organizzazione con la risoluzione A789 (19).
(2) Far riferimento alla risoluzione MFPC 82(43). Direttive
per il monitoraggio del contenuto mondiale di zolfo dei
carburanti residui forniti per essere usati a bordo di
navi; vedere punto 9 delle informazioni addizionali.
* Con riferimento alla Circ. 585. Standard per i sistemi di
controllo delle emissioni di vapore.
* Con riferimento alla risoluzione MEPC 76(40). Specifiche
standard per gli inceneritori a bordo di navi e risoluzione
MEPC93(45). Emendamenti alle specifiche standard per gli
inceneritori a bordo.
* Far riferimento alla risoluzione A 787(19). Procedure per
il controllo da parte del porto di Stato come emendato da A
882(21). Vedere vendite pubblicazioni PMI-6501.
 
Gazzetta Ufficiale Serie Generale per iPhone