Gazzetta n. 235 del 1 ottobre 2021 (vai al sommario)
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 6 agosto 2021, n. 111
Testo del decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 187 del 6 agosto 2021), coordinato con la legge di conversione 24 settembre 2021, n. 133 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale, alla pag. 1) recante: «Misure urgenti per l'esercizio in sicurezza delle attivita' scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti».

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell'articolo 11, comma 1, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che di quelle modificate o richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi.
Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( ... )).
A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

((Art. 01
Modifica all'articolo 9 del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, in
materia di validita' della certificazione verde COVID-19.

1. All'articolo 9, comma 5, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, dopo le parole: «dall'esecuzione del test» sono inserite le seguenti: «antigenico rapido e di settantadue ore dall'esecuzione del test molecolare».))


Riferimenti normativi

- Si riporta il testo del comma 5 dell'articolo 9 del
decreto legge 22 aprile 2021, n. 52, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 22 aprile 2021, n. 96, recante «Misure
urgenti per la graduale ripresa delle attivita' economiche
e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della
diffusione dell'epidemia da COVID-19», convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, come
modificato dalla presente legge:
«5. La certificazione verde COVID-19 rilasciata sulla
base della condizione prevista dal comma 2, lettera c), ha
una validita' di quarantotto ore dall'esecuzione del test
antigenico rapido e di settantadue ore dall'esecuzione del
test molecolare ed e' prodotta, su richiesta
dell'interessato, in formato cartaceo o digitale, dalle
strutture sanitarie pubbliche, da quelle private
autorizzate o accreditate e dalle farmacie che svolgono i
test di cui al comma 1, lettere c) e d), ovvero dai medici
di medicina generale o pediatri di libera scelta.
 

Art. 1
Disposizioni urgenti per l'anno scolastico 2021/2022 e misure per
prevenire il contagio da SARS-CoV-2 nelle istituzioni educative,
scolastiche e universitarie.

1. Nell'anno scolastico 2021-2022, al fine di assicurare il valore della scuola come comunita' e di tutelare la sfera sociale e psico-affettiva della popolazione scolastica, sull'intero territorio nazionale, i servizi educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e l'attivita' scolastica e didattica della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado sono svolti in presenza. ((Nell'anno accademico 2021-2022, le attivita' didattiche)) e curriculari delle universita' sono svolte prioritariamente in presenza. ((Sono svolte prioritariamente in presenza, altresi', le attivita' formative e di tirocinio dei percorsi formativi degli istituti tecnici superiori.))
2. Per consentire lo svolgimento in presenza dei servizi e delle attivita' di cui al comma 1 e per prevenire la diffusione dell'infezione da SARS-CoV-2, fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, sono adottate, in tutte le istituzioni ((educative, scolastiche e universitarie)), le seguenti misure minime di sicurezza:
a) e' fatto obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini che ((frequentano i servizi educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e la scuola dell'infanzia,)) per i soggetti con patologie o disabilita' incompatibili con l'uso dei predetti dispositivi e per lo svolgimento delle attivita' sportive;
((a-bis) sulla base della valutazione del rischio e al fine di prevenire la diffusione dell'infezione da SARS-CoV-2, al personale preposto alle attivita' scolastiche e didattiche nei servizi educativi per l'infanzia, nelle scuole dell'infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, dove sono presenti bambini e alunni esonerati dall'obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, e' assicurata la fornitura di mascherine di tipo FFP2 o FFP3, in ottemperanza a quanto disposto dai commi 4 e 4-bis dell'articolo 58 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106;))
b) e' raccomandato il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano;
c) e' fatto divieto di accedere o permanere nei locali scolastici e universitari ai soggetti con sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37,5°.
3. In presenza di soggetti risultati positivi all'infezione da SARS-CoV-2 o di casi sospetti, ((nei servizi educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e nelle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e formazione nonche' nelle universita',)) si applicano le linee guida e i protocolli adottati ai sensi dell'articolo 1, comma 14, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, nonche' ai sensi dell'articolo 10-bis del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87. I protocolli e le linee guida possono disciplinare ogni altro aspetto concernente le condizioni di sicurezza relative allo svolgimento delle attivita' didattiche e scolastiche, ivi inclusa la deroga alle disposizioni di cui al comma 2, lettera a), per le classi composte da studenti che abbiano tutti completato il ciclo vaccinale o abbiano un certificato di guarigione in corso di validita', ((nonche' per le classi formate da alunni che per ragioni anagrafiche sono esclusi dalla campagna vaccinale.))
4. Fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, i Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e i Sindaci possono derogare, per specifiche aree del territorio o per singoli istituti, alle disposizioni di cui al comma 1 esclusivamente in zona rossa e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessita' dovuta all'insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica. I provvedimenti di cui al primo periodo sono motivatamente adottati sentite le competenti autorita' sanitarie e nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalita', in particolare con riferimento al loro ambito di applicazione. Laddove siano adottati i predetti provvedimenti di deroga, resta sempre garantita la possibilita' di svolgere attivita' in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilita' e con bisogni educativi speciali.
5. Ai fini della tutela contro il rischio di contagio da COVID-19, al personale scolastico e universitario si applica l'articolo 29-bis del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, quando sono rispettate le prescrizioni previste dal presente decreto, nonche' dalle linee guida e dai protocolli di cui al comma 3.
6. Al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, dopo l'articolo 9-bis ((sono inseriti i seguenti:))
«Art. 9-ter (Impiego delle certificazioni verdi COVID-19 in ambito scolastico e universitario). - 1. Dal 1° settembre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione in presenza del servizio essenziale di istruzione, tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione ((e delle scuole non paritarie e quello universitario)), nonche' gli studenti universitari, devono possedere e sono tenuti a esibire la certificazione verde COVID-19 di cui all'articolo 9, comma 2.
((1-bis. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche al personale dei servizi educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, dei centri provinciali per l'istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore e degli istituti tecnici superiori. Le verifiche di cui al comma 4 sono effettuate dai dirigenti scolastici e dai responsabili delle istituzioni di cui al primo periodo del presente comma. Le disposizioni del presente comma si applicano dalla data di entrata in vigore del decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111.
1-ter. Nei casi in cui la certificazione verde COVID-19 di cui all'articolo 9 non sia stata generata e non sia stata rilasciata all'avente diritto in formato cartaceo o digitale, le disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo si intendono comunque rispettate a seguito della presentazione da parte dell'interessato di un certificato rilasciato dalla struttura sanitaria ovvero dall'esercente la professione sanitaria che ha effettuato la vaccinazione o dal medico di medicina generale dell'interessato, che attesta che il soggetto soddisfa una delle condizioni di cui al citato articolo 9, comma 2.
2. Il mancato rispetto delle disposizioni di cui al comma 1 da parte del personale delle istituzioni di cui ai commi 1 e 1-bis e' considerato assenza ingiustificata e non sono corrisposti la retribuzione ne' altro compenso o emolumento, comunque denominato. A decorrere dal quinto giorno di assenza ingiustificata il rapporto di lavoro e' sospeso. La sospensione del rapporto di lavoro e' disposta dai dirigenti scolastici e dai responsabili delle istituzioni di cui ai commi 1 e 1-bis e mantiene efficacia fino al conseguimento della condizione di cui al comma 1 e alla scadenza del contratto attribuito per la sostituzione che non supera i quindici giorni.))

3. Le disposizioni di cui ((ai commi 1 e 1-bis)) non si applicano ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.
4 I dirigenti scolastici, ((o altro personale dell'istituzione scolastica da questi a tal fine delegato)), e i responsabili dei servizi educativi dell'infanzia ((e delle altre istituzioni di cui al comma 1-bis)) nonche' delle scuole paritarie ((e non paritarie)) e delle universita' sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni di cui ((ai commi 1 e 1-bis)). Le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalita' indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell'articolo 9, comma 10. Con circolare del Ministro dell'istruzione possono essere stabilite ulteriori modalita' di verifica. Con riferimento al rispetto delle prescrizioni di cui al comma 1 da parte degli studenti universitari, le verifiche di cui al presente comma sono svolte a campione con le modalita' individuate dalle universita' ((e si applicano le sanzioni di cui al comma 5, primo, secondo e terzo periodo.))
((5. La violazione delle disposizioni del comma 4 del presente articolo e' sanzionata ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 5, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74. La sanzione e' irrogata dal prefetto e si applicano, per quanto non stabilito dal presente comma, le disposizioni delle sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689, in quanto compatibili. L'accertamento della violazione dell'obbligo di cui al comma 4 da parte dei dirigenti scolastici e dei responsabili delle scuole paritarie spetta ai direttori degli uffici scolastici regionali territorialmente competenti. L'accertamento della violazione dell'obbligo di cui al comma 4 da parte dei responsabili delle altre istituzioni di cui al comma 1-bis spetta alle autorita' degli enti locali e regionali territorialmente competenti.
5-bis. Per le finalita' di cui al presente articolo, le universita' e le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica possono verificare il rispetto delle disposizioni di cui al comma 1 attraverso modalita' di controllo delle certificazioni verdi COVID-19 che non consentono la visibilita' delle informazioni che ne hanno determinato l'emissione, compreso l'utilizzo dell'applicazione mobile prevista dall'articolo 13 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 giugno 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 143 del 17 giugno 2021. Per le medesime finalita', le universita' e le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica sono autorizzate alla raccolta e alla conservazione dei dati strettamente necessari per la verifica del rispetto delle disposizioni di cui al comma 1.
Art. 9-ter.1. (Impiego delle certificazioni verdi COVID-19 per l'accesso in ambito scolastico, educativo e formativo). - 1. Fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica, chiunque accede alle strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative di cui all'articolo 9-ter, commi 1 e 1-bis, deve possedere ed e' tenuto a esibire la certificazione verde COVID-19 di cui all'articolo 9, comma 2. Le disposizioni del primo periodo non si applicano ai bambini, agli alunni e agli studenti nonche' a coloro che frequentano i sistemi regionali di formazione, a eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli istituti tecnici superiori e degli istituti di istruzione e formazione tecnica superiore.
2. Le disposizioni del comma 1 non si applicano ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.
3. I dirigenti scolastici e i responsabili delle istituzioni scolastiche, educative e formative di cui al comma 1 o loro delegati sono tenuti a verificare il rispetto delle disposizioni del medesimo comma 1. Nel caso in cui l'accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, la verifica del rispetto delle disposizioni del comma 1, oltre che, a campione, dai soggetti di cui al primo periodo del presente comma, deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro o dai loro delegati. Le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalita' indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell'articolo 9, comma 10. Con circolare del Ministro dell'istruzione possono essere stabilite ulteriori modalita' di verifica.
4. La violazione delle disposizioni dei commi 1 e 3 del presente articolo e' sanzionata ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 5, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74. La sanzione e' irrogata dal prefetto e si applicano, per quanto non stabilito dal presente comma, le disposizioni delle sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689, in quanto compatibili. L'accertamento della violazione dell'obbligo di cui al comma 1 e dell'obbligo di cui al comma 3, con esclusivo riferimento al datore di lavoro, spetta ai dirigenti scolastici e ai responsabili delle istituzioni scolastiche, educative e formative di cui al medesimo comma 1. L'accertamento della violazione dell'obbligo di cui al comma 3 da parte dei dirigenti scolastici e dei responsabili delle scuole paritarie spetta ai direttori degli uffici scolastici regionali territorialmente competenti. L'accertamento della violazione dell'obbligo di cui al comma 3 da parte dei responsabili delle altre istituzioni di cui al comma 1 spetta alle autorita' degli enti locali e regionali territorialmente competenti.
Art. 9-ter.2. (Impiego delle certificazioni verdi COVID-19 per l'accesso alle strutture della formazione superiore). - 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 9-ter, fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica, chiunque accede alle strutture appartenenti alle istituzioni universitarie e di alta formazione artistica, musicale e coreutica, nonche' alle altre istituzioni di alta formazione collegate alle universita', deve possedere ed e' tenuto a esibire la certificazione verde COVID-19 di cui all'articolo 9, comma 2.
2. Le disposizioni del comma 1 non si applicano ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.
3. I responsabili delle istituzioni di cui al comma 1 sono tenuti a verificare il rispetto delle disposizioni del medesimo comma 1, secondo modalita' a campione individuate dalle istituzioni stesse. Nel caso in cui l'accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, la verifica del rispetto delle disposizioni del comma 1, oltre che, a campione, dai soggetti di cui al primo periodo del presente comma, deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro o dai loro delegati. Le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalita' indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell'articolo 9, comma 10.
4. La violazione delle disposizioni dei commi 1 e 3 del presente articolo e' sanzionata ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 5, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74. La sanzione e' irrogata dal prefetto e si applicano, per quanto non stabilito dal presente comma, le disposizioni delle sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689, in quanto compatibili. L'accertamento della violazione dell'obbligo di cui al comma 1 e dell'obbligo di cui al comma 3, con esclusivo riferimento al datore di lavoro, spetta ai responsabili delle istituzioni di cui al medesimo comma 1».))

7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano, per quanto compatibili, anche ((ai sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, ai sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, agli istituti tecnici superiori,)) alle Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, nonche' alle attivita' delle altre istituzioni di alta formazione collegate alle universita'.
8. Le amministrazioni interessate provvedono alle attivita' ((di cui ai commi)) 6 e 7 con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
9. Il ((Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19 e per l'esecuzione della campagna vaccinale nazionale)) predispone e attua un piano di screening della popolazione scolastica. A tal fine e' autorizzata la spesa di euro 100 milioni, a valere sulle risorse disponibili sulla contabilita' speciale di cui all'articolo 122, comma 9, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, ((convertito, con modificazioni, dalla legge)) 24 aprile 2020, n. 27
10. Al fine di consentire il tempestivo pagamento delle competenze al personale supplente chiamato per la sostituzione del personale assente ingiustificato, e' autorizzata la spesa ((di 70 milioni di euro)) per l'anno 2021. Ai relativi oneri si provvede, per il medesimo anno, mediante utilizzo delle risorse disponibili di cui all'articolo 231-bis, comma 1, lettera b) del decreto- legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
((10-bis. Al fine di consentire il pagamento tempestivo dei supplenti brevi e saltuari e dei docenti temporanei delle istituzioni scolastiche statali, e' autorizzata la spesa di 288 milioni di euro per l'anno 2021. Ai relativi oneri si provvede, per il medesimo anno, mediante utilizzo delle risorse disponibili di cui all'articolo 231-bis, comma 1, lettera b), del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.))
11. Il Ministero dell'istruzione provvede al monitoraggio delle giornate di assenza ingiustificata del personale scolastico di cui al comma 6, capoverso articolo 9-ter, comma 2, e dei conseguenti eventuali risparmi e trasmette gli esiti al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, al fine di adottare le opportune variazioni compensative di bilancio per la copertura di eventuali ulteriori oneri derivanti dalla sostituzione del personale ovvero per il reintegro delle disponibilita' di cui all'articolo 231-bis, comma 1, lettera b) del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
((11-bis. Le somme versate dalle regioni, comprese quelle a statuto speciale, all'entrata del bilancio dello Stato per il cofinanziamento di contratti di supplenza sia breve e saltuaria sia fino al termine delle attivita' didattiche, stipulati dalle istituzioni scolastiche statali del territorio regionale per assumere personale scolastico aggiuntivo rispetto all'organico assegnato dall'ufficio scolastico regionale, sono riassegnate ai pertinenti capitoli di spesa dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione in quanto necessarie al pagamento dei contratti medesimi.))
12. Ai fini dell'immediata attuazione del presente articolo, il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 2, del decreto
legislativo 13 aprile 2017, n. 65, recante «Istituzione del
sistema integrato di educazione e di istruzione dalla
nascita sino a sei anni, a norma dell'articolo 1, commi 180
e 181, lettera e), della legge 13 luglio 2015, n. 107»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 maggio 2017, n. 112,
S.O.:
«Art. 2. (Organizzazione del Sistema integrato di
educazione e di istruzione) - 1. Nella loro autonomia e
specificita' i servizi educativi per l'infanzia e le scuole
dell'infanzia costituiscono, ciascuno in base alle proprie
caratteristiche funzionali, la sede primaria dei processi
di cura, educazione ed istruzione per la completa
attuazione delle finalita' previste all'articolo 1.
2. Il Sistema integrato di educazione e di istruzione
accoglie le bambine e i bambini in base all'eta' ed e'
costituito dai servizi educativi per l'infanzia e dalle
scuole dell'infanzia statali e paritarie.
3. I servizi educativi per l'infanzia sono articolati
in:
a) nidi e micronidi che accolgono le bambine e i
bambini tra tre e trentasei mesi di eta' e concorrono con
le famiglie alla loro cura, educazione e socializzazione,
promuovendone il benessere e lo sviluppo dell'identita',
dell'autonomia e delle competenze. Presentano modalita'
organizzative e di funzionamento diversificate in relazione
ai tempi di apertura del servizio e alla loro capacita'
ricettiva, assicurando il pasto e il riposo e operano in
continuita' con la scuola dell'infanzia;
b) sezioni primavera, di cui all'articolo 1, comma
630, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che accolgono
bambine e bambini tra ventiquattro e trentasei mesi di eta'
e favoriscono la continuita' del percorso educativo da zero
a sei anni di eta'. Esse rispondono a specifiche funzioni
di cura, educazione e istruzione con modalita' adeguate ai
tempi e agli stili di sviluppo e di apprendimento delle
bambine e dei bambini nella fascia di eta' considerata.
Esse sono aggregate, di norma, alle scuole per l'infanzia
statali o paritarie o inserite nei Poli per l'infanzia;
c) servizi integrativi che concorrono all'educazione
e alla cura delle bambine e dei bambini e soddisfano i
bisogni delle famiglie in modo flessibile e diversificato
sotto il profilo strutturale ed organizzativo. Essi si
distinguono in:
1. spazi gioco, che accolgono bambine e bambini da
dodici a trentasei mesi di eta' affidati a uno o piu'
educatori in modo continuativo in un ambiente organizzato
con finalita' educative, di cura e di socializzazione, non
prevedono il servizio di mensa e consentono una frequenza
flessibile, per un massimo di cinque ore giornaliere;
2. centri per bambini e famiglie, che accolgono
bambine e bambini dai primi mesi di vita insieme a un
adulto accompagnatore, offrono un contesto qualificato per
esperienze di socializzazione, apprendimento e gioco e
momenti di comunicazione e incontro per gli adulti sui temi
dell'educazione e della genitorialita', non prevedono il
servizio di mensa e consentono una frequenza flessibile;
3. servizi educativi in contesto domiciliare,
comunque denominati e gestiti, che accolgono bambine e
bambini da tre a trentasei mesi e concorrono con le
famiglie alla loro educazione e cura. Essi sono
caratterizzati dal numero ridotto di bambini affidati a uno
o piu' educatori in modo continuativo.
4. I servizi educativi per l'infanzia sono gestiti
dagli Enti locali in forma diretta o indiretta, da altri
enti pubblici o da soggetti privati; le sezioni primavera
possono essere gestite anche dallo Stato.
5. La scuola dell'infanzia, di cui all'articolo 1
del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59 e
all'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica
20 marzo 2009, n. 89, assume una funzione strategica nel
Sistema integrato di educazione e di istruzione operando in
continuita' con i servizi educativi per l'infanzia e con il
primo ciclo di istruzione. Essa, nell'ambito dell'assetto
ordinamentale vigente e nel rispetto delle norme
sull'autonomia scolastica e sulla parita' scolastica,
tenuto conto delle vigenti Indicazioni nazionali per il
curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di
istruzione, accoglie le bambine e i bambini di eta'
compresa tra i tre ed i sei anni.»
- Si riporta il testo dell'articolo 58, commi 4 e
4-bis, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106,
recante «Misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19,
per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi
territoriali», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25
maggio 2021, n. 123:
«Art. 58. (Misure urgenti per la scuola) - (omissis)
4. Al fine di contenere il rischio epidemiologico in
relazione all'avvio dell'anno scolastico 2021/2022, nello
stato di previsione del Ministero dell'istruzione e'
istituito un fondo, denominato "Fondo per l'emergenza
epidemiologica da COVID-19 per l'anno scolastico
2021/2022", con lo stanziamento di 350 milioni di euro nel
2021, da destinare a spese per l'acquisto di beni e
servizi. Il fondo e' ripartito con decreto del Ministro
dell'istruzione di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, con l'unico vincolo della destinazione a
misure di contenimento del rischio epidemiologico da
realizzare presso le istituzioni scolastiche statali e nel
rispetto dei saldi programmati di finanza pubblica.
4-bis. Le risorse di cui al comma 4 possono essere
destinate alle seguenti finalita':
a) acquisto di servizi professionali, di formazione e
di assistenza tecnica per la sicurezza nei luoghi di
lavoro, per la didattica a distanza e per l'assistenza
medico-sanitaria e psicologica nonche' di servizi di
lavanderia e di rimozione e smaltimento di rifiuti;
b) acquisto di dispositivi di protezione, di
materiali per l'igiene individuale e degli ambienti nonche'
di ogni altro materiale, anche di consumo, utilizzabile in
relazione all'emergenza epidemiologica da COVID19;
c) interventi in favore della didattica degli
studenti con disabilita', disturbi specifici di
apprendimento e altri bisogni educativi speciali;
d) interventi utili a potenziare la didattica, anche
a distanza, e a dotare le scuole e gli studenti degli
strumenti necessari per la fruizione di modalita'
didattiche compatibili con la situazione emergenziale
nonche' a favorire l'inclusione scolastica e ad adottare
misure che contrastino la dispersione scolastica;
e) acquisto e utilizzo di strumenti editoriali e
didattici innovativi;
f) adattamento degli spazi interni ed esterni e delle
loro dotazioni allo svolgimento dell'attivita' didattica in
condizioni di sicurezza, compresi interventi di piccola
manutenzione, di pulizia straordinaria e sanificazione,
nonche' interventi di realizzazione, adeguamento e
manutenzione dei laboratori didattici, delle palestre, di
ambienti didattici innovativi, di sistemi di sorveglianza e
dell'infrastruttura informatica.»
- Si riporta il testo dell'articolo 1, comma 14, del
decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante
"Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza
epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale16 maggio 2020, n. 125:
«Art. 1. (Misure di contenimento della diffusione del
COVID-19). - (omissis)
14. Le attivita' economiche, produttive e sociali
devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o
linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di
contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi,
adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e
delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti
nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di
quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le
linee guida adottati a livello nazionale. Le misure
limitative delle attivita' economiche, produttive e sociali
possono essere adottate, nel rispetto dei principi di
adeguatezza e proporzionalita', con provvedimenti emanati
ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020 o
del comma 16.»
- Si riporta il testo dell'articolo 10-bis del
decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, recante
"Misure urgenti per la graduale ripresa delle attivita'
economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di
contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 aprile 2021, n. 96:
«Art. 10-bis. (Linee guida e protocolli). - 1. I
protocolli e le linee guida di cui all'articolo 1, comma
14, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito,
con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, sono
adottati e aggiornati con ordinanza del Ministro della
salute, di concerto con i Ministri competenti per materia o
d'intesa con la Conferenza delle regioni e delle province
autonome.»
- Si riporta il testo dell'articolo 29-bis, del
decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con
modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, recante
«Misure urgenti in materia di accesso al credito e di
adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei
settori strategici, nonche' interventi in materia di salute
e lavoro, di proroga di termini amministrativi e
processuali», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 aprile
2020, n. 94, edizione straordinaria:
«Art. 29-bis (Obblighi dei datori di lavoro per la
tutela contro il rischio di contagio da COVID-19). - 1. Ai
fini della tutela contro il rischio di contagio da
COVID-19, i datori di lavoro pubblici e privati adempiono
all'obbligo di cui all'articolo 2087 del codice civile
mediante l'applicazione delle prescrizioni contenute nel
protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per
il contrasto e il contenimento della diffusione del
COVID-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto il 24
aprile 2020 tra il Governo e le parti sociali, e successive
modificazioni e integrazioni, e negli altri protocolli e
linee guida di cui all'articolo 1, comma 14, del
decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, nonche' mediante
l'adozione e il mantenimento delle misure ivi previste.
Qualora non trovino applicazione le predette prescrizioni,
rilevano le misure contenute nei protocolli o accordi di
settore stipulati dalle organizzazioni sindacali e
datoriali comparativamente piu' rappresentative sul piano
nazionale.»
- Si riporta il testo dell'articolo 4, commi 1 e 5, del
decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35 «Misure
urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da
COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 marzo
2020, n. 79:
«Art. 4. (Sanzioni e controlli). - 1. Salvo che il
fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure
di contenimento di cui all'articolo 1, comma 2, individuate
e applicate con i provvedimenti adottati ai sensi
dell'articolo 2, commi 1 e 2, ovvero dell'articolo 3, e'
punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 400 a euro 1.000 e non si applicano le
sanzioni contravvenzionali previste dall'articolo 650 del
codice penale o da ogni altra disposizione di legge
attributiva di poteri per ragioni di sanita', di cui
all'articolo 3, comma 3. Se il mancato rispetto delle
predette misure avviene mediante l'utilizzo di un veicolo
la sanzione prevista dal primo periodo e' aumentata fino a
un terzo.
2. - 4. (Omissis)
5. In caso di reiterata violazione della disposizione
di cui al comma 1, la sanzione amministrativa e'
raddoppiata e quella accessoria e' applicata nella misura
massima.»
- Si riporta il testo dell'articolo 2, comma 2-bis, del
decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74 «Ulteriori
misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica
da COVID-19», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 16 maggio
2020, n. 125:
«Art. 2. (Sanzioni e controlli). - 1. - 2. (Omissis)
2-bis. I proventi delle sanzioni amministrative
pecuniarie, relative alle violazioni delle disposizioni
previste dal presente decreto accertate successivamente
alla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto, sono devoluti allo Stato quando le
violazioni siano accertate da funzionari, ufficiali ed
agenti dello Stato. I medesimi proventi sono devoluti alle
regioni, alle province e ai comuni quando le violazioni
siano accertate da funzionari, ufficiali ed agenti,
rispettivamente, delle regioni, delle province e dei
comuni.»
- La legge 24 novembre 1981, n. 689 «Modifiche al
sistema penale» e' pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 30
novembre 1981, n. 329, S.O.
- Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
17 giugno 2021 «Disposizioni attuative dell'articolo 9,
comma 10, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, recante
"Misure urgenti per la graduale ripresa delle attivita'
economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di
contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19"»
e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 143 del 17 giugno
2021.
- Si riporta il testo all'articolo 122, commi 1, 1-bis
e 9, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27
«Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e
di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese
connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19»,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17 marzo 2020, n. 70,
Edizione straordinaria:
«Art. 122 (Commissario straordinario per l'attuazione
e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto
dell'emergenza epidemiologica COVID-19). - 1. Con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri e' nominato un
Commissario straordinario per l'attuazione e il
coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e
contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19, di cui
alla delibera del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020.
Al fine di assicurare la piu' elevata risposta sanitaria
all'emergenza, il Commissario attua e sovrintende a ogni
intervento utile a fronteggiare l'emergenza sanitaria,
organizzando, acquisendo e sostenendo la produzione di ogni
genere di bene strumentale utile a contenere e contrastare
l'emergenza stessa, o comunque necessario in relazione alle
misure adottate per contrastarla, nonche' programmando e
organizzando ogni attivita' connessa, individuando e
indirizzando il reperimento delle risorse umane e
strumentali necessarie, individuando i fabbisogni, e
procedendo all'acquisizione e alla distribuzione di
farmaci, delle apparecchiature e dei dispositivi medici e
di protezione individuale. Nell'esercizio di tali attivita'
puo' avvalersi di soggetti attuatori e di societa' in
house, nonche' delle centrali di acquisto. Il Commissario,
raccordandosi con le regioni, le province autonome e le
aziende sanitarie e fermo restando quanto previsto dagli
articoli 3 e 4 del presente decreto, provvede, inoltre al
potenziamento della capienza delle strutture ospedaliere,
anche mediante l'allocazione delle dotazioni
infrastrutturali, con particolare riferimento ai reparti di
terapia intensiva e subintensiva. Il Commissario dispone,
anche per il tramite del Capo del Dipartimento della
protezione civile e, ove necessario, del prefetto
territorialmente competente, ai sensi dell'articolo 6 del
presente decreto, la requisizione di beni mobili, mobili
registrati e immobili, anche avvalendosi dei prefetti
territorialmente competenti, e provvede alla gestione degli
stessi. Il Commissario pone in essere ogni intervento utile
per preservare e potenziare le filiere produttive dei beni
necessari per il contrasto e il contenimento dell'emergenza
anche ai sensi dell'articolo 5. Per la medesima finalita',
puo' provvedere alla costruzione di nuovi stabilimenti e
alla riconversione di quelli esistenti per la produzione di
detti beni tramite il commissariamento di rami d'azienda,
anche organizzando la raccolta di fondi occorrenti e
definendo le modalita' di acquisizione e di utilizzazione
dei fondi privati destinati all'emergenza, organizzandone
la raccolta e controllandone l'impiego secondo quanto
previsto dall'art. 99. Le attivita' di protezione civile
sono assicurate dal Sistema nazionale di protezione civile
e coordinate dal Capo del dipartimento di protezione civile
in raccordo con il Commissario.
1-bis. Al fine di assicurare il piu' ampio accesso da
parte della popolazione alle mascherine facciali di tipo
chirurgico, ritenute beni essenziali per fronteggiare
l'emergenza, il Commissario puo' stipulare appositi
protocolli con le associazioni di categoria delle imprese
distributrici al fine di disciplinare i prezzi massimi di
vendita al dettaglio e i rapporti economici necessari ad
assicurare l'effettiva fornitura e distribuzione dei beni,
ivi incluse le misure idonee a ristorare gli aderenti
dell'eventuale differenza rispetto ai prezzi di acquisto,
ferma restando la facolta' di cessione diretta, da parte
del Commissario, ad un prezzo non superiore a quello di
acquisto.
Omissis
9. Il Commissario, per l'acquisizione dei beni di cui
al comma 1, per la sottoscrizione dei protocolli di cui al
comma 1-bis e per le attivita' di cui al presente articolo,
provvede nel limite delle risorse assegnate allo scopo con
Delibera del Consiglio dei Ministri a valere sul Fondo
emergenze nazionali di cui all'articolo 44 del decreto
legislativo 2 gennaio 2018, n. 1; le risorse sono versate
su apposita contabilita' speciale intestata al Commissario.
Il Commissario e' altresi' autorizzato all'apertura di
apposito conto corrente bancario per consentire la celere
regolazione delle transazioni che richiedono il pagamento
immediato o anticipato delle forniture, anche senza
garanzia. Al conto corrente e alle risorse ivi esistenti si
applica l'articolo 27 del decreto legislativo 2 gennaio
2018, n. 1.»
- Si riporta il testo degli articoli 231-bis, comma 1,
lettera b) e 235 del decreto- legge 19 maggio 2020 n.34,
convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020,
n.77 «Misure urgenti in materia di salute, sostegno al
lavoro e all'economia, nonche' di politiche sociali
connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19»,
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 19 maggio 2020, n. 128,
S.O.:
«Art. 231-bis (Misure per la ripresa dell'attivita'
didattica in presenza). - 1. Al fine di consentire l'avvio
e lo svolgimento dell'anno scolastico 2020/2021 nel
rispetto delle misure di contenimento dell'emergenza
epidemiologica da COVID-19, con ordinanza del Ministro
dell'istruzione, di concerto con il Ministro dell'economia
e delle finanze, sono adottate, anche in deroga alle
disposizioni vigenti, misure volte ad autorizzare i
dirigenti degli uffici scolastici regionali, nei limiti
delle risorse di cui al comma 2, a:
a) derogare, nei soli casi necessari al rispetto
delle misure di cui all'alinea ove non sia possibile
procedere diversamente, al numero minimo e massimo di
alunni per classe previsto, per ciascun ordine e grado di
istruzione, dal regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81;
b) attivare ulteriori incarichi temporanei di
personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario
(ATA) a tempo determinato dalla data di inizio delle
lezioni o dalla presa di servizio fino al termine delle
lezioni, non disponibili per le assegnazioni e le
utilizzazioni di durata temporanea. In caso di sospensione
delle attivita' didattiche in presenza a seguito
dell'emergenza epidemiologica, il personale di cui al
periodo precedente assicura le prestazioni con le modalita'
del lavoro agile. A supporto dell'erogazione di tali
prestazioni le istituzioni scolastiche possono incrementare
la strumentazione entro il limite di spesa complessivo di
10 milioni di euro. Ai maggiori oneri derivanti dal periodo
precedente si provvede mediante utilizzo delle risorse del
Programma operativo nazionale Istruzione 2014-2020, anche
mediante riprogrammazione degli interventi;
c) prevedere, per l'anno scolastico 2020/2021, la
conclusione degli scrutini entro il termine delle lezioni.
2. All'attuazione delle misure di cui al comma 1 del
presente articolo si provvede a valere sulle risorse del
fondo di cui all'articolo 235, da ripartire tra gli uffici
scolastici regionali con decreto del Ministro
dell'istruzione, di concerto con il Ministro dell'economia
e delle finanze. L' adozione delle predette misure e'
subordinata al predetto riparto e avviene nei limiti dello
stesso.»
«Art. 235 (Fondo per l'emergenza epidemiologica da
COVID-19 presso il Ministero dell'istruzione). - 1. Al fine
di contenere il rischio epidemiologico in relazione
all'avvio dell'anno scolastico 2020/2021, nello stato di
previsione del Ministero dell'istruzione e' istituito un
fondo, denominato "Fondo per l'emergenza epidemiologica da
COVID-19", con lo stanziamento di 377,6 milioni di euro nel
2020 e di 600 milioni di euro nel 2021. Il fondo e'
ripartito con decreto del Ministro dell'istruzione di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con
l'unico vincolo della destinazione a misure di contenimento
del rischio epidemiologico da realizzare presso le
istituzioni scolastiche statali e nel rispetto dei saldi
programmati di finanza pubblica. Al relativo onere si
provvede ai sensi dell'articolo 265.»
 
((Art. 1-bis

Accesso ai servizi sociali

1. Per garantire l'accesso alle mense e ai servizi sociali ai cittadini dell'Unione europea e dei Paesi terzi, senza fissa dimora, in possesso, rispettivamente, dei codici ENI (Europeo non iscritto) e STP (Straniero temporaneamente presente) nonche' dei codici fiscali numerici provvisori, sottoposti alla profilassi vaccinale anti SARS-CoV-2 nel rispetto delle circolari del Ministero della salute, sono assegnati, ove possibile, una certificazione verde COVID-19 provvisoria o, in alternativa, un codice a barre personale in modo da garantire l'identificazione univoca della persona vaccinata anche mediante mezzi informatici.))

 
Art. 2

Impiego delle certificazioni verdi COVID-19 nei mezzi di trasporto

1. Al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, dopo l'articolo 9-ter, come introdotto dall'articolo 1 del presente decreto, e' inserito il seguente:
«Art. 9-quater (Impiego delle certificazioni verdi COVID-19 nei mezzi di trasporto). - 1. A far data dal 1° settembre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, e' consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19, di cui all'articolo 9, comma 2, l'accesso ai seguenti mezzi di trasporto e il loro utilizzo:
a) aeromobili adibiti a servizi commerciali di trasporto di persone;
b) navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale, ad esclusione di quelli impiegati per i collegamenti marittimi nello Stretto di Messina ((e di quelli impiegati nei collegamenti marittimi da e per l'arcipelago delle Isole Tremiti;))
c) treni impiegati nei servizi di trasporto ferroviario passeggeri di tipo Intercity, Intercity Notte e Alta Velocita';
d) autobus adibiti a servizi di trasporto di persone, ad offerta indifferenziata, effettuati su strada in modo continuativo o periodico su un percorso che collega piu' di due regioni ed aventi itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti;
e) autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, ad esclusione di quelli impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale.
((e-bis) funivie, cabinovie e seggiovie, qualora utilizzate con la chiusura delle cupole paravento, con finalita' turistico-commerciale e anche ove ubicate in comprensori sciistici, senza limitazioni alla vendita dei titoli di viaggio.))
2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai soggetti esclusi per eta' dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circo-lare del Ministero della salute.
3. I vettori aerei, marittimi e terrestri, nonche' i loro delegati, sono tenuti a verificare che l'utilizzo dei servizi di cui al comma 1 avvenga nel rispetto delle prescrizioni di cui al medesimo comma 1. Le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalita' indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell'articolo 9, comma 10. 3. Identico. 3-bis. Fermo restando quanto previsto dall'articolo
((3-bis. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 4 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, le misure di contenimento e di contrasto dei rischi sanitari derivanti dalla diffusione del COVID-19, come definite dalle linee guida e dai protocolli di cui all'articolo 10-bis del presente decreto, integrano, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, ad ogni effetto di legge e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza nazionale, il contenuto degli obblighi di servizio pubblico gravanti sui vettori e sui gestori di infrastrutture o di stazioni destinati all'erogazione ovvero alla fruizione di servizi di trasporto pubblico di persone e di merci, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo, nelle acque interne, anche non di linea, regolati da atti, autorizzazioni, licenze, permessi, nulla osta, contratti, convenzioni, disciplinari, appalti o concessioni.))
4. La violazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 3 e' sanzionata ai sensi dell'articolo 4 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74.».

Riferimenti normativi

- Il decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52 (Misure
urgenti per la graduale ripresa delle attivita' economiche
e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della
diffusione dell'epidemia da COVID-19), pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n.96 del 22 aprile 2021 marzo 2021, e'
stato convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno
2021, n. 87, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.146 del
21 giugno 2021.
- Si riporta l'articolo 4, del decreto-legge 25 marzo
2020, n. 19 (Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza
epidemiologica da COVID-19), convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 maggio 2020, n. 35:
«Art. 4. (Sanzioni e controlli). - 1. Salvo che il
fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure
di contenimento di cui all'articolo 1, comma 2, individuate
e applicate con i provvedimenti adottati ai sensi
dell'articolo 2, commi 1 e 2, ovvero dell'articolo 3, e'
punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 400 a euro 1.000 e non si applicano le
sanzioni contravvenzionali previste dall'articolo 650 del
codice penale o da ogni altra disposizione di legge
attributiva di poteri per ragioni di sanita', di cui
all'articolo 3, comma 3. Se il mancato rispetto delle
predette misure avviene mediante l'utilizzo di un veicolo
la sanzione prevista dal primo periodo e' aumentata fino a
un terzo.
2. Nei casi di cui all'articolo 1, comma 2, lettere i),
m), p), u), v), z) e aa), si applica altresi' la sanzione
amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o
dell'attivita' da 5 a 30 giorni.
3. Si applicano, per quanto non stabilito dal presente
articolo, le disposizioni delle sezioni I e II del capo I
della legge 24 novembre 1981, n. 689, in quanto
compatibili. Per il pagamento in misura ridotta si applica
l'articolo 202, commi 1, 2 e 2.1, del codice della strada,
di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Le
sanzioni per le violazioni delle misure di cui all'articolo
2, commi 1 e 2, sono irrogate dal Prefetto. Le sanzioni per
le violazioni delle misure di cui all'articolo 3 sono
irrogate dalle autorita' che le hanno disposte. Ai relativi
procedimenti si applica l'articolo 103 del decreto-legge 17
marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 aprile 2020, n. 27.
4. All'atto dell'accertamento delle violazioni di cui
al comma 2, ove necessario per impedire la prosecuzione o
la reiterazione della violazione, l'organo accertatore puo'
disporre la chiusura provvisoria dell'attivita' o
dell'esercizio per una durata non superiore a 5 giorni. Il
periodo di chiusura provvisoria e' scomputato dalla
corrispondente sanzione accessoria definitivamente
irrogata, in sede di sua esecuzione.
5. In caso di reiterata violazione della disposizione
di cui al comma 1, la sanzione amministrativa e'
raddoppiata e quella accessoria e' applicata nella misura
massima.
6. Salvo che il fatto costituisca violazione
dell'articolo 452 del codice penale o comunque piu' grave
reato, la violazione della misura di cui all'articolo 1,
comma 2, lettera e), e' punita ai sensi dell'articolo 260
del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, Testo unico
delle leggi sanitarie, come modificato dal comma 7.
7. Al primo comma dell'articolo 260 del regio decreto
27 luglio 1934, n. 1265, Testo unico delle leggi sanitarie,
le parole "con l'arresto fino a sei mesi e con l'ammenda da
lire 40.000 a lire 800.000" sono sostituite dalle seguenti:
"con l'arresto da 3 mesi a 18 mesi e con l'ammenda da euro
500 ad euro 5.000".
8. Le disposizioni del presente articolo che
sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative
si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente
alla data di entrata in vigore del presente decreto, ma in
tali casi le sanzioni amministrative sono applicate nella
misura minima ridotta alla meta'. Si applicano in quanto
compatibili le disposizioni degli articoli 101 e 102 del
decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507.
9. Il Prefetto, informando preventivamente il Ministro
dell'interno, assicura l'esecuzione delle misure
avvalendosi delle Forze di polizia, del personale dei corpi
di polizia municipale munito della qualifica di agente di
pubblica sicurezza e, ove occorra, delle Forze armate,
sentiti i competenti comandi territoriali. Al personale
delle Forze armate impiegato, previo provvedimento del
Prefetto competente, per assicurare l'esecuzione delle
misure di contenimento di cui agli articoli 1 e 2 e'
attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza. Il
prefetto assicura l'esecuzione delle misure di contenimento
nei luoghi di lavoro avvalendosi anche del personale
ispettivo dell'azienda sanitaria locale competente per
territorio e dell'Ispettorato nazionale del lavoro
limitatamente alle sue competenze in materia di salute e di
sicurezza nei luoghi di lavoro.».
- Si riporta l'articolo 2, comma 2-bis, del
decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33 (Ulteriori misure
urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da
COVID-19), convertito, con modificazioni, dalla legge 14
luglio 2020, n. 74:
«Art. 2. (Sanzioni e controlli). - (Omissis)
2-bis. I proventi delle sanzioni amministrative
pecuniarie, relative alle violazioni delle disposizioni
previste dal presente decreto accertate successivamente
alla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto, sono devoluti allo Stato quando le
violazioni siano accertate da funzionari, ufficiali ed
agenti dello Stato. I medesimi proventi sono devoluti alle
regioni, alle province e ai comuni quando le violazioni
siano accertate da funzionari, ufficiali ed agenti,
rispettivamente, delle regioni, delle province e dei
comuni.
(Omissis).»
 
((Art. 2-bis
Estensione dell'obbligo vaccinale in strutture residenziali,
socio-assistenziali e socio-sanitarie

1. Dopo l'articolo 4 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, e' inserito il seguente:
«Art. 4-bis. (Estensione dell'obbligo vaccinale ai lavoratori impiegati in strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie). - 1. Dal 10 ottobre 2021 al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, l'obbligo vaccinale previsto dall'articolo 4, comma 1, si applica altresi' a tutti i soggetti, anche esterni, che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attivita' lavorativa nelle strutture di cui all'articolo 1-bis, incluse le strutture semiresidenziali e le strutture che, a qualsiasi titolo, ospitano persone in situazione di fragilita'.
2. Le disposizioni del comma 1 non si applicano ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.
3. I responsabili delle strutture di cui all'articolo 1-bis, incluse le strutture semiresidenziali e le strutture che, a qualsiasi titolo, ospitano persone in situazione di fragilita', e i datori di lavoro dei soggetti che, a qualunque titolo, svolgono nelle predette strutture attivita' lavorativa sulla base di contratti esterni assicurano il rispetto dell'obbligo di cui al comma 1 del presente articolo. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 17-bis del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, per la finalita' di cui al primo periodo del presente comma i responsabili e i datori di lavoro possono verificare l'adempimento dell'obbligo acquisendo le informazioni necessarie secondo le modalita' definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con i Ministri della salute, per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale e dell'economia e delle finanze, sentito il Garante per la protezione dei dati personali.
4. Agli esercenti le professioni sanitarie e agli operatori di interesse sanitario nonche' ai lavoratori dipendenti delle strutture di cui all'articolo 1-bis, incluse le strutture semiresidenziali e le strutture che, a qualsiasi titolo, ospitano persone in situazione di fragilita', si applicano le disposizioni dell'articolo 4, a eccezione del comma 8. La sospensione della prestazione lavorativa comporta che non sono dovuti la retribuzione ne' altro compenso o emolumento, comunque denominato, e mantiene efficacia fino all'assolvimento dell'obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, fermo restando quanto previsto dall'articolo 4, comma 10.
5. L'accesso alle strutture di cui all'articolo 1-bis, incluse le strutture semiresidenziali e le strutture che, a qualsiasi titolo, ospitano persone in situazione di fragilita', in violazione delle disposizioni del comma 1 del presente articolo nonche' la violazione delle disposizioni del primo periodo del comma 3 del presente articolo sono sanzionati ai sensi dell'articolo 4, commi 1, 3, 5 e 9, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74».))


Riferimenti normativi

- Il decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 1° aprile 2021, n. 79, convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, reca:
«Misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da
COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di
giustizia e di concorsi pubblici».
- Si riporta il testo dell'articolo 17-bis del
decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 17 marzo 2020, n. 70, edizione
straordinaria, recante «Misure di potenziamento del
Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per
famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza
epidemiologica da COVID-19, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 aprile 2020, n. 27:
«Art. 17-bis (Disposizioni sul trattamento dei dati
personali nel contesto emergenziale). - 1. Fino al termine
dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei
ministri in data 31 gennaio 2020, per motivi di interesse
pubblico nel settore della sanita' pubblica e, in
particolare, per garantire la protezione dall'emergenza
sanitaria a carattere transfrontaliero determinata dalla
diffusione del COVID-19 mediante adeguate misure di
profilassi, nonche' per assicurare la diagnosi e
l'assistenza sanitaria dei contagiati ovvero la gestione
emergenziale del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto
dell'articolo 9, paragrafo 2, lettere g), h), e i), e
dell'articolo 10 del regolamento (UE) 2016/679 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016,
nonche' dell'articolo 2-sexies, comma 2, lettere t) e u),
del codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n.
196, i soggetti operanti nel Servizio nazionale della
protezione civile, di cui agli articoli 4 e 13 del codice
di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, e i
soggetti attuatori di cui all'articolo 1 dell'ordinanza del
Capo del Dipartimento della protezione civile n. 630 del 3
febbraio 2020, nonche' gli uffici del Ministero della
salute e dell'Istituto superiore di sanita', le strutture
pubbliche e private che operano nell'ambito del Servizio
sanitario nazionale e i soggetti deputati a monitorare e a
garantire l'esecuzione delle misure disposte ai sensi
dell'articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19,
anche allo scopo di assicurare la piu' efficace gestione
dei flussi e dell'interscambio di dati personali, possono
effettuare trattamenti, ivi inclusa la comunicazione tra
loro, dei dati personali, anche relativi agli articoli 9 e
10 del regolamento (UE) 2016/679, che risultino necessari
all'espletamento delle funzioni ad essi attribuite
nell'ambito dell'emergenza determinata dal diffondersi del
COVID-19.
2. La comunicazione dei dati personali a soggetti
pubblici e privati, diversi da quelli di cui al comma 1,
nonche' la diffusione dei dati personali diversi da quelli
di cui agli articoli 9 e 10 del citato regolamento (UE)
2016/679, sono effettuate nei casi in cui risultino
indispensabili ai fini dello svolgimento delle attivita'
connesse alla gestione dell'emergenza sanitaria in atto.
3. I trattamenti di dati personali di cui ai commi 1 e
2 sono effettuati nel rispetto dei principi di cui
all'articolo 5 del citato regolamento (UE) 2016/679,
adottando misure appropriate a tutela dei diritti e delle
liberta' degli interessati.
4. Avuto riguardo alla necessita' di contemperare le
esigenze di gestione dell'emergenza sanitaria in atto con
quella afferente alla salvaguardia della riservatezza degli
interessati, i soggetti di cui al comma 1 possono conferire
le autorizzazioni di cui all'articolo 2-quaterdecies del
codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n.
196, con modalita' semplificate, anche oralmente.
5. Nel contesto emergenziale in atto, ai sensi
dell'articolo 23, paragrafo 1, lettera e), del citato
regolamento (UE) 2016/679, fermo restando quanto disposto
dall'articolo 82 del codice di cui al decreto legislativo
30 giugno 2003, n. 196, i soggetti di cui al comma 1 del
presente articolo possono omettere l'informativa di cui
all'articolo 13 del medesimo regolamento o fornire
un'informativa semplificata, previa comunicazione orale
agli interessati dalla limitazione.
6. Al termine dello stato di emergenza di cui alla
delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, i
soggetti di cui al comma 1 adottano misure idonee a
ricondurre i trattamenti di dati personali effettuati nel
contesto dell'emergenza all'ambito delle ordinarie
competenze e delle regole che disciplinano i trattamenti di
dati personali.»
- Si riporta il testo dell'articolo 4 del decreto-legge
25 marzo 2020, n. 19, recante «Misure urgenti per
fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 marzo 2020, n. 79,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020,
n. 35:
«Art. 4 (Sanzioni e controlli). - 1. Salvo che il
fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure
di contenimento di cui all'articolo 1, comma 2, individuate
e applicate con i provvedimenti adottati ai sensi
dell'articolo 2, commi 1 e 2, ovvero dell'articolo 3, e'
punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 400 a euro 1.000 e non si applicano le
sanzioni contravvenzionali previste dall'articolo 650 del
codice penale o da ogni altra disposizione di legge
attributiva di poteri per ragioni di sanita', di cui
all'articolo 3, comma 3. Se il mancato rispetto delle
predette misure avviene mediante l'utilizzo di un veicolo
la sanzione prevista dal primo periodo e' aumentata fino a
un terzo.
2. Nei casi di cui all'articolo 1, comma 2, lettere i),
m), p), u), v), z) e aa), si applica altresi' la sanzione
amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o
dell'attivita' da 5 a 30 giorni.
3. Si applicano, per quanto non stabilito dal presente
articolo, le disposizioni delle sezioni I e II del capo I
della legge 24 novembre 1981, n. 689, in quanto
compatibili. Per il pagamento in misura ridotta si applica
l'articolo 202, commi 1, 2 e 2.1, del codice della strada,
di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Le
sanzioni per le violazioni delle misure di cui all'articolo
2, commi 1 e 2, sono irrogate dal Prefetto. Le sanzioni per
le violazioni delle misure di cui all'articolo 3 sono
irrogate dalle autorita' che le hanno disposte. Ai relativi
procedimenti si applica l'articolo 103 del decreto-legge 17
marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 aprile 2020, n. 27.
4. All'atto dell'accertamento delle violazioni di cui
al comma 2, ove necessario per impedire la prosecuzione o
la reiterazione della violazione, l'organo accertatore puo'
disporre la chiusura provvisoria dell'attivita' o
dell'esercizio per una durata non superiore a 5 giorni. Il
periodo di chiusura provvisoria e' scomputato dalla
corrispondente sanzione accessoria definitivamente
irrogata, in sede di sua esecuzione.
5. In caso di reiterata violazione della disposizione
di cui al comma 1, la sanzione amministrativa e'
raddoppiata e quella accessoria e' applicata nella misura
massima.
6. Salvo che il fatto costituisca violazione
dell'articolo 452 del codice penale o comunque piu' grave
reato, la violazione della misura di cui all'articolo 1,
comma 2, lettera e), e' punita ai sensi dell'articolo 260
del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, Testo unico
delle leggi sanitarie, come modificato dal comma 7.
7. Al primo comma dell'articolo 260 del regio decreto
27 luglio 1934, n. 1265, Testo unico delle leggi sanitarie,
le parole "con l'arresto fino a sei mesi e con l'ammenda da
lire 40.000 a lire 800.000" sono sostituite dalle seguenti:
"con l'arresto da 3 mesi a 18 mesi e con l'ammenda da euro
500 ad euro 5.000".
8. Le disposizioni del presente articolo che
sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative
si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente
alla data di entrata in vigore del presente decreto, ma in
tali casi le sanzioni amministrative sono applicate nella
misura minima ridotta alla meta'. Si applicano in quanto
compatibili le disposizioni degli articoli 101 e 102 del
decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507.
9. Il Prefetto, informando preventivamente il Ministro
dell'interno, assicura l'esecuzione delle misure
avvalendosi delle Forze di polizia, del personale dei corpi
di polizia municipale munito della qualifica di agente di
pubblica sicurezza e, ove occorra, delle Forze armate,
sentiti i competenti comandi territoriali. Al personale
delle Forze armate impiegato, previo provvedimento del
Prefetto competente, per assicurare l'esecuzione delle
misure di contenimento di cui agli articoli 1 e 2 e'
attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza. Il
prefetto assicura l'esecuzione delle misure di contenimento
nei luoghi di lavoro avvalendosi anche del personale
ispettivo dell'azienda sanitaria locale competente per
territorio e dell'Ispettorato nazionale del lavoro
limitatamente alle sue competenze in materia di salute e di
sicurezza nei luoghi di lavoro.»
- Si riporta il testo dell'articolo 2, comma 2-bis, del
decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 16 maggio 2020, n. 125, recante
"Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza
epidemiologica da COVID-19", convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 luglio 2020, n. 74:
«Art. 2. (Sanzioni e controlli). - Omissis
2-bis. I proventi delle sanzioni amministrative
pecuniarie, relative alle violazioni delle disposizioni
previste dal presente decreto accertate successivamente
alla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto, sono devoluti allo Stato quando le
violazioni siano accertate da funzionari, ufficiali ed
agenti dello Stato. I medesimi proventi sono devoluti alle
regioni, alle province e ai comuni quando le violazioni
siano accertate da funzionari, ufficiali ed agenti,
rispettivamente, delle regioni, delle province e dei
comuni.»
 
((Art. 2-ter

Disposizioni di proroga in materia di lavoratori fragili

1. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 481, le parole: «30 giugno 2021» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2021»;
b) al comma 482, le parole: «282,1 milioni di euro per l'anno 2021» sono sostituite dalle seguenti: «396 milioni di euro per l'anno 2021»;
c) al comma 483, le parole: «173,95 milioni di euro per l'anno 2021» sono sostituite dalle seguenti: «195,15 milioni di euro per l'anno 2021».
2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 135,1 milioni di euro per l'anno 2021, si provvede:
a) quanto a 100 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 13-duodecies del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176;
b) quanto a 35,1 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.))


Riferimenti normativi

- Si riportano i commi 481, 482 e 483 dell'articolo 1
della legge 30 dicembre 2020, n. 178, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 2020, n. 322, S.O., recante
«Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario
2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023»,
come modificati dalla presente legge:
«481. Le disposizioni dell'articolo 26, commi 2 e
2-bis, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, si
applicano nel periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre
2021.
482. In deroga alle disposizioni vigenti, gli oneri a
carico del datore di lavoro, che presenta domanda all'ente
previdenziale, e dell'Istituto nazionale della previdenza
sociale (INPS) connessi con le tutele di cui al comma 481
sono posti a carico dello Stato nel limite massimo di spesa
di 396 milioni di euro per l'anno 2021. L'INPS provvede al
monitoraggio del limite di spesa di cui al primo periodo
del presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio
emerga che e' stato raggiunto, anche in via prospettica, il
limite di spesa, l'INPS non prende in considerazione
ulteriori domande.
483.Al fine di garantire la sostituzione del personale
docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario
delle istituzioni scolastiche che usufruisce dei benefici
di cui al comma 481, e' autorizzata la spesa di 195,15
milioni di euro per l'anno 2021.»
- Si riporta l'articolo 13-duodecies del decreto-legge
28 ottobre 2020, n. 137, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 28 ottobre 2020, n. 269, edizione straordinaria,
recante «Ulteriori misure urgenti in materia di tutela
della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese,
giustizia e sicurezza, connesse all'emergenza
epidemiologica da COVID-19», convertito, con modificazioni,
dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176:
«Art. 13-duodecies. (Disposizioni di adeguamento e di
compatibilita' degli aiuti con le disposizioni europee). -
1. Per la classificazione e l'aggiornamento delle aree del
territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di
elevata o massima gravita' e da un livello di rischio alto,
si rinvia alle ordinanze del Ministro della salute adottate
ai sensi dell'articolo 19-bis.
2. Agli oneri derivanti dall'estensione delle misure di
cui agli articoli 1, 1-bis, 8-bis, 9-bis, 9-quinquies,
13-bis, 13-ter, 13-terdecies e 22-bis, anche in conseguenza
delle ordinanze del Ministro della salute del 10 novembre
2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 10
novembre 2020, del 13 novembre 2020, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 284 del 14 novembre 2020, e del 20
novembre 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 290
del 21 novembre 2020, nonche' in conseguenza delle
eventuali successive ordinanze del Ministro della salute,
adottate ai sensi dell'articolo 19-bis, si provvede nei
limiti del fondo allo scopo istituito nello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, con
una dotazione di 1.790 milioni di euro per l'anno 2020 e
190,1 milioni di euro per l'anno 2021.
3. Le risorse del fondo di cui al comma 2 sono
utilizzate anche per le eventuali regolazioni contabili
mediante versamento sulla contabilita' speciale n. 1778,
intestata: "Agenzia delle Entrate - Fondi di bilancio". In
relazione alle maggiori esigenze derivanti dall'attuazione
degli articoli 9-bis, 13-bis, 13-terdecies e 22-bis, il
Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, nei limiti delle risorse disponibili del fondo
di cui al comma 2, le occorrenti variazioni di bilancio
anche in conto residui.
4. Le risorse del fondo non utilizzate alla fine
dell'esercizio finanziario 2020 sono conservate nel conto
dei residui per essere utilizzate per le medesime finalita'
previste dal comma 2 anche negli esercizi successivi.
5. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 1-bis, 8-bis
e 9-bis si applicano nel rispetto dei limiti e delle
condizioni previsti dalla comunicazione della Commissione
europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final "Quadro
temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno
dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19", e
successive modificazioni.
6. Agli oneri derivanti dal presente articolo si
provvede ai sensi dell'articolo 34.»
- Si riporta l'articolo 18, comma 1, lettera a), del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 29 novembre 2008, n. 280, S.O., recante
«Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro,
occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione
anti-crisi il quadro strategico nazionale», convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2:
«Art. 18. (Ferma la distribuzione territoriale,
riassegnazione delle risorse per formazione ed occupazione
e per interventi infrastrutturali). - 1. In considerazione
della eccezionale crisi economica internazionale e della
conseguente necessita' della riprogrammazione nell'utilizzo
delle risorse disponibili, fermi i criteri di ripartizione
territoriale e le competenze regionali, nonche' quanto
previsto ai sensi degli articoli 6-quater e 6-quinquies del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il CIPE,
su proposta del Ministro dello sviluppo economico di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
nonche' con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti per quanto attiene alla lettera b), in coerenza
con gli indirizzi assunti in sede europea, entro 30 giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
assegna una quota delle risorse nazionali disponibili del
Fondo aree sottoutilizzate:
a) al Fondo sociale per occupazione e formazione,
che e' istituito nello stato di previsione del Ministero
del lavoro, della salute e delle politiche sociali nel
quale affluiscono anche le risorse del Fondo per
l'occupazione, nonche' le risorse comunque destinate al
finanziamento degli ammortizzatori sociali concessi in
deroga alla normativa vigente e quelle destinate in via
ordinaria dal CIPE alla formazione;»
 
Art. 3

Modifica al decreto-legge n. 33 del 2020

1. All'articolo 1, comma 16-bis, secondo periodo, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, le parole «altresi' sui dati monitorati » sono sostituite dalle seguenti: « , ove ritenuto necessario, ».
 
Art. 4
Disposizioni urgenti in materia di eventi sportivi e in materia di
spettacoli aperti al pubblico

1. Per la partecipazione del pubblico agli eventi e alle competizioni sportivi all'aperto, con le linee guida di cui all'articolo 5, commi 2 e 3, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, e' possibile prevedere modalita' di assegnazione dei posti alternative al distanziamento interpersonale di almeno un metro.
2. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per la partecipazione del pubblico agli eventi e competizioni sportivi di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, in zona bianca la capienza consentita al chiuso non puo' essere superiore al 35 per cento di quella massima autorizzata.
3. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per gli spettacoli aperti al pubblico di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, in zona bianca la capienza consentita al chiuso non puo' essere superiore al 35 per cento di quella massima autorizzata nel caso di eventi con un numero di spettatori superiore a 2500.

Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 5 del decreto-legge
22 aprile 2021, n. 52, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
22 aprile 2021, n. 96, recante «Misure urgenti per la
graduale ripresa delle attivita' economiche e sociali nel
rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione
dell'epidemia da COVID-19», convertito, con modificazioni,
dalla legge 17 giugno 2021, n. 87:
«Art. 5. (Spettacoli aperti al pubblico ed eventi
sportivi). - 1. In zona bianca e in zona gialla, gli
spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da
concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento
e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche
all'aperto, sono svolti esclusivamente con posti a sedere
preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto
della distanza interpersonale di almeno un metro, sia per
gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia
per il personale, e l'accesso e' consentito esclusivamente
ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi
COVID-19 di cui all'articolo 9, comma 2. In zona bianca, la
capienza consentita non puo' essere superiore al 50 per
cento di quella massima autorizzata all'aperto e al 25 per
cento al chiuso nel caso di eventi con un numero di
spettatori superiore rispettivamente a 5.000 all'aperto e
2.500 al chiuso. In zona gialla la capienza consentita non
puo' essere superiore al 50 per cento di quella massima
autorizzata e il numero massimo di spettatori non puo'
comunque essere superiore a 2.500 per gli spettacoli
all'aperto e a 1.000 per gli spettacoli in luoghi chiusi,
per ogni singola sala. Le attivita' devono svolgersi nel
rispetto di linee guida adottate ai sensi dell'articolo 1,
comma 14, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020,
n. 74. Restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico
quando non e' possibile assicurare il rispetto delle
condizioni di cui al presente articolo, nonche' le
attivita' che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e
locali assimilati.
2. Le misure di cui al primo periodo del comma 1 si
applicano anche per la partecipazione del pubblico sia agli
eventi e alle competizioni di livello agonistico
riconosciuti di preminente interesse nazionale con
provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano
(CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP),
riguardanti gli sport individuali e di squadra, organizzati
dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline
sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da
organismi sportivi internazionali sia agli eventi e alle
competizioni sportivi diversi da quelli sopra richiamati.
In zona bianca, la capienza consentita non puo' essere
superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata
all'aperto e al 25 per cento al chiuso. In zona gialla la
capienza consentita non puo' essere superiore al 25 per
cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero
massimo di spettatori non puo' essere superiore a 2.500 per
gli impianti all'aperto e a 1.000 per gli impianti al
chiuso. Le attivita' devono svolgersi nel rispetto delle
linee guida adottate dalla Presidenza del Consiglio dei
ministri - Dipartimento per lo sport, sentita la
Federazione medico sportiva italiana, sulla base di criteri
definiti dal Comitato tecnico-scientifico. Quando non e'
possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui al
presente comma, gli eventi e le competizioni sportivi si
svolgono senza la presenza di pubblico.
2-bis.
3. In zona bianca e gialla, in relazione all'andamento
della situazione epidemiologica e alle caratteristiche dei
siti e degli eventi all'aperto, puo' essere stabilito un
diverso numero massimo di spettatori, nel rispetto dei
principi fissati dal Comitato tecnico-scientifico, con
linee guida idonee a prevenire o ridurre il rischio di
contagio, adottate, per gli spettacoli all'aperto di cui al
comma 1, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province
autonome e, per gli eventi e le competizioni all'aperto di
cui al comma 2, dal Sottosegretario di Stato con delega in
materia di sport.
4.»
 
Art. 5

Disposizioni di coordinamento

1. Le certificazioni verdi COVID-19 di cui all'articolo 9, comma 2, decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, possono essere utilizzate, oltre che per i fini indicati dall'articolo 9, comma 10-bis, del predetto decreto-legge n. 52 del 2021, anche per quelli di cui agli articoli 9-ter, 9-ter.1, 9-ter.2 e 9-quater del medesimo decreto-legge n. 52 del 2021, introdotti dal presente decreto.
2. Le somme confluite sul conto corrente di tesoreria della Presidenza del Consiglio dei ministri ai sensi degli articoli 40 e 42, comma 11, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69, sono trasferite, per le finalita' di cui al suddetto articolo 40 e fermi rimanendo gli obblighi di rendicontazione previsti, alla contabilita' speciale del ((Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19 e per l'esecuzione della campagna vaccinale nazionale,)) previa iscrizione sul fondo per le emergenze nazionali nell'ambito del bilancio autonomo della Presidenza del consiglio dei ministri.

Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dei commi 2 e 10-bis
dell'articolo 9 del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 aprile 2021, n. 96,
recante «Misure urgenti per la graduale ripresa delle
attivita' economiche e sociali nel rispetto delle esigenze
di contenimento della diffusione dell'epidemia da
COVID-19», convertito, con modificazioni, dalla legge 17
giugno 2021, n. 87:
«Art. 9. (Certificazioni verdi COVID-19). - Omissis
2. Le certificazioni verdi COVID-19 attestano una delle
seguenti condizioni:
a) avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, al termine
del prescritto ciclo;
b) avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale
cessazione dell'isolamento prescritto in seguito ad
infezione da SARS-CoV-2, disposta in ottemperanza ai
criteri stabiliti con le circolari del Ministero della
salute;
c) effettuazione di test antigenico rapido o
molecolare, quest'ultimo anche su campione salivare e nel
rispetto dei criteri stabiliti con circolare del Ministero
della salute, con esito negativo al virus SARS-CoV-2
Omissis
10-bis. Le certificazioni verdi COVID-19 possono essere
utilizzate esclusivamente ai fini di cui agli articoli 2,
comma 1, 2-bis, comma 1, 2-quater, 5 e 9-bis del presente
decreto, nonche' all'articolo 1-bis del decreto-legge 1°
aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla
legge 28 maggio 2021, n. 76. Ogni diverso o nuovo utilizzo
delle certificazioni verdi COVID-19 e' disposto
esclusivamente con legge dello Stato.»
- Per gli articoli 9-ter, 9-ter.1, 9-ter.2 e 9-quater
del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 22 aprile 2021, n. 96, recante «Misure
urgenti per la graduale ripresa delle attivita' economiche
e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della
diffusione dell'epidemia da COVID-19», convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, si veda
l'art. 1 del testo coordinato:
- Si riportano gli articoli 40 e 42, comma 11, del
decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 22 marzo 2021, n. 70, recante «Misure
urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli
operatori economici, di lavoro, salute e servizi
territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19»,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021,
n. 69:
«Art. 40 (Risorse da destinare al Commissario
straordinario per l'emergenza e alla Protezione civile). -
1. Per l'anno 2021 e' autorizzata la spesa di euro
1.238.648.000, per gli interventi di competenza del
commissario straordinario di cui all'articolo 122, del
decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, da
trasferire sull'apposita contabilita' speciale ad esso
intestata, come di seguito specificato:
a) 388.648.000 euro per specifiche iniziative
funzionali al consolidamento del piano strategico nazionale
di cui all'articolo 1, comma 457, della legge 30 dicembre
2020, n. 178, ivi inclusi le attivita' relative allo
stoccaggio e alla somministrazione dei vaccini, le
attivita' di logistica funzionali alla consegna dei
vaccini, l'acquisto di beni consumabili necessari per la
somministrazione dei vaccini, il supporto informativo e le
campagne di informazione e sensibilizzazione;
b) 850 milioni di euro, su richiesta del medesimo
commissario, per le effettive e motivate esigenze di spesa
connesse all'emergenza pandemica, di cui 20 milioni di euro
destinati al funzionamento della struttura di supporto del
predetto commissario straordinario
2. Il commissario straordinario rendiconta
periodicamente alla Presidenza del Consiglio dei ministri
ed al Ministero dell'economia e delle finanze circa
l'effettivo utilizzo delle somme di cui al comma 1.
3. Per l'anno 2021 il fondo di cui all'articolo 44, del
decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 e' incrementato di
700 milioni di euro, di cui 19 milioni di euro da destinare
al ripristino della capacita' di risposta del Servizio
nazionale della Protezione Civile.
4. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a
euro 1.938.648.000 per l'anno 2021, si provvede ai sensi
dell'articolo 42.»
«Art. 42 (Disposizioni finanziarie). - Omissis
11. Ai fini dell'immediata attuazione delle
disposizioni recate dal presente decreto, il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio,
anche nel conto dei residui. Il Ministero dell'economia e
delle finanze, ove necessario, puo' disporre il ricorso ad
anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione e'
effettuata con l'emissione di ordini di pagamento sui
pertinenti capitoli di spesa.»
 
((Art. 5-bis
Modifica all'articolo 9 del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, in
materia di vaccinazioni equivalenti

1. All'articolo 9, comma 1, lettera b), del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, dopo le parole: «da SARS-CoV-2» sono aggiunte le seguenti: «e le vaccinazioni riconosciute come equivalenti con circolare del Ministero della salute, somministrate dalle autorita' sanitarie competenti per territorio».))


Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 9, comma 1, lettera
b) del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 22 aprile 2021, n. 96, recante
«Misure urgenti per la graduale ripresa delle attivita'
economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di
contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19»,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021,
n. 87, come modificato dalla presente legge:
«Art. 9. (Certificazioni verdi COVID-19) . - 1. Ai
fini del presente articolo valgono le seguenti definizioni:
a) certificazioni verdi COVID-19: le certificazioni
comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il
SARS-CoV-2 o guarigione dall'infezione da SARS-CoV-2,
ovvero l'effettuazione di un test antigenico rapido o
molecolare, quest'ultimo anche su campione salivare e nel
rispetto dei criteri stabiliti con circolare del Ministero
della salute, con esito negativo al virus SARS-CoV-2;
b) vaccinazione: le vaccinazioni anti-SARSCoV-2
effettuate nell'ambito del Piano strategico nazionale dei
vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2 e
le vaccinazioni riconosciute come equivalenti con circolare
del Ministero della salute, somministrate dalle autorita'
sanitarie competenti per territorio;»
 
Art. 6

Disposizioni urgenti per la Repubblica di San Marino

1. Ai soggetti in possesso di un certificato di vaccinazione anti SARS-Cov-2 rilasciato dalle competenti autorita' sanitarie della Repubblica di San Marino, nelle more dell'adozione della circolare del Ministero della salute che definisce modalita' di vaccinazione in coerenza con le indicazioni dell'Agenzia europea per i medicinali, e comunque non oltre il 15 ottobre 2021, non si applicano le disposizioni ((di cui agli articoli 9-bis, 9-ter e 9-quater)) del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87.

Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 9-bis, del decreto
legge 22 aprile 2021, n. 52, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 22 aprile 2021, n. 96, recante «Misure urgenti
per la graduale ripresa delle attivita' economiche e
sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della
diffusione dell'epidemia da COVID-19», convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87:
«Art. 9-bis. (Impiego certificazioni verdi COVID-19).
- 1. A far data dal 6 agosto 2021, e' consentito in zona
bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle
certificazioni verdi COVID-19, di cui all'articolo 9, comma
2, l'accesso ai seguenti servizi e attivita':
a) servizi di ristorazione svolti da qualsiasi
esercizio, di cui all'articolo 4, per il consumo al tavolo,
al chiuso, ad eccezione dei servizi di ristorazione
all'interno di alberghi e di altre strutture ricettive
riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati;
b) spettacoli aperti al pubblico, eventi e
competizioni sportivi, di cui all'articolo 5;
c) musei, altri istituti e luoghi della cultura e
mostre, di cui all'articolo 5-bis;
d) piscine, centri natatori, palestre, sport di
squadra, centri benessere, anche all'interno di strutture
ricettive, di cui all'articolo 6, limitatamente alle
attivita' al chiuso;
e) sagre e fiere, convegni e congressi di cui
all'articolo 7;
f) centri termali, salvo che per gli accessi
necessari all'erogazione delle prestazioni rientranti nei
livelli essenziali di assistenza e allo svolgimento di
attivita' riabilitative o terapeutiche, parchi tematici e
di divertimento;
g) centri culturali, centri sociali e ricreativi, di
cui all'articolo 8-bis, comma 1, limitatamente alle
attivita' al chiuso e con esclusione dei centri educativi
per l'infanzia, compresi i centri estivi, e le relative
attivita' di ristorazione;
g-bis) feste conseguenti alle cerimonie civili o
religiose, di cui all'articolo 8-bis, comma 2;
h) attivita' di sale gioco, sale scommesse, sale
bingo e casino', di cui all'articolo 8-ter;
i) concorsi pubblici.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche
nelle zone gialla, arancione e rossa, laddove i servizi e
le attivita' di cui al comma 1 siano consentiti e alle
condizioni previste per le singole zone.
3. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano
ai soggetti esclusi per eta' dalla campagna vaccinale e ai
soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica
rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del
Ministero della salute. Con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, adottato di concerto con i Ministri
della salute, per l'innovazione tecnologica e la
transizione digitale, e dell'economia e delle finanze,
sentito il Garante per la protezione dei dati personali,
sono individuate le specifiche tecniche per trattare in
modalita' digitale le predette certificazioni, al fine di
consentirne la verifica digitale, assicurando
contestualmente la protezione dei dati personali in esse
contenuti. Nelle more dell'adozione del predetto decreto,
per le finalita' di cui al presente articolo possono essere
utilizzate le certificazioni rilasciate in formato
cartaceo.
4. I titolari o i gestori dei servizi e delle attivita'
di cui al comma 1 sono tenuti a verificare che l'accesso ai
predetti servizi e attivita' avvenga nel rispetto delle
prescrizioni di cui al medesimo comma 1. Le verifiche delle
certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le
modalita' indicate dal decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri adottato ai sensi dell'articolo 9, comma 10.
Nel caso di sagre e fiere locali che si svolgano
all'aperto, in spazi privi di varchi di accesso, gli
organizzatori informano il pubblico, con apposita
segnaletica, dell'obbligo del possesso della certificazione
verde COVID-19 prescritta ai sensi del comma 1, lettera e),
per l'accesso all'evento. In caso di controlli a campione,
le sanzioni di cui all'articolo 13 si applicano al solo
soggetto privo di certificazione e non anche agli
organizzatori che abbiano rispettato gli obblighi
informativi.
5. Il Ministro della salute con propria ordinanza puo'
definire eventuali misure necessarie in fase di attuazione
del presente articolo.»
- Per gli articoli 9-ter e 9-quater del decreto- legge
22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla
legge 17 giugno 2021, n. 87, si veda l'art 1 del testo
coordinato.
 
Art. 7
Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti
degli atti amministrativi in scadenza gestiti dalla Regione Lazio.

1. In considerazione dell'attacco subito dai sistemi informatici della Regione Lazio, ai fini del computo dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi pendenti alla data del 1° agosto 2021 o iniziati successivamente a tale data, gestiti tramite le strutture informatiche, dalla Regione e dai suoi enti strumentali, non si tiene conto del periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 settembre 2021
((1-bis. In considerazione dei danni conseguenti all'attacco subito dai sistemi informatici di cui al comma 1, la regione Lazio puo' chiedere agli istituti finanziatori, per i mutui concessi nel corso dell'anno 2021, esclusi quelli concessi dal Ministero dell'economia e delle finanze, una proroga del termine di scadenza dei pagamenti dovuti entro il 31 dicembre 2021. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini di indebitamento netto e fabbisogno, pari a 20 milioni di euro per l'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.))
2. La Regione Lazio e i suoi enti strumentali adottano ogni misura organizzativa idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti di cui al comma 1, con priorita' per quelli da considerare urgenti, anche sulla base di motivate istanze degli interessati.
3. In caso di inoperativita' ((dei siti internet istituzionali)) della Regione Lazio e dei suoi enti strumentali, per il medesimo periodo di cui al comma 1, sono sospesi gli obblighi di pubblicita' di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

Riferimenti normativi

- Si riporta il testo dell'articolo 6, comma 2, del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 7 ottobre 2008, n. 235, recante
«Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa
sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le
autonomie locali», convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 dicembre 2008, n. 189:
«Art. 6 (Disposizioni finanziarie e finali). -
Omissis
2. Nello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze e' istituito, con una
dotazione, in termini di sola cassa, di 435 milioni di euro
per l'anno 2010 e di 175 milioni di euro per l'anno 2011,
un Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente conseguenti
all'attualizzazione di contributi pluriennali, ai sensi del
comma 177-bis dell'articolo 4 della legge 24 dicembre 2003,
n. 350, introdotto dall'articolo 1, comma 512, della legge
27 dicembre 2006, n. 296, e, fino al 31 dicembre 2012, per
le finalita' previste dall'articolo 5-bis, comma 1, del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,
limitatamente alle risorse del Fondo per lo sviluppo e la
coesione, di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 31
maggio 2011, n. 88. All'utilizzo del Fondo per le finalita'
di cui al primo periodo si provvede con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, da trasmettere al
Parlamento, per il parere delle Commissioni parlamentari
competenti per materia e per i profili finanziari, nonche'
alla Corte dei conti.»
- Il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 5 aprile 2013, n. 80,
reca: «Riordino della disciplina riguardante il diritto di
accesso civico e gli obblighi di pubblicita', trasparenza e
diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni».
 
Art. 8

Proroga del contingente «Strade sicure»

1. Al fine di garantire e sostenere la prosecuzione, da parte delle Forze armate, dello svolgimento dei maggiori compiti connessi al contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2, l'incremento delle 753 unita' di personale di cui all'articolo 22, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, e' ulteriormente prorogato fino al 31 ottobre 2021.
2. Per l'attuazione delle disposizioni del comma 1 e' autorizzata, per l'anno 2021, la spesa complessiva di euro 7.626.780, di cui euro 1.875.015 per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario ed euro 5.751.765 per gli altri oneri connessi all'impiego del personale.
3. Alla copertura degli oneri derivanti dal presente articolo, pari a euro 7.626.780 per l'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2021-2023, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2021, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
4. Ai fini dell'immediata attuazione del presente articolo, il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
((4-bis. Al codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) agli articoli 1053, comma 1, e 1242, comma 2, le parole: «31 ottobre» sono sostituite dalle seguenti: «15 settembre»;
b) all'articolo 2233-quater, dopo il comma 3-bis e' aggiunto il seguente:
«3-ter. Per gli anni 2021 e 2022, le aliquote di valutazione degli ufficiali sono formate alla data del 15 ottobre».))


Riferimenti normativi

- Si riporta l''articolo 22, comma 1, del decreto-legge
19 maggio 2020, n. 34, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
19 maggio 2020, n. 128, S.O., recante «Misure urgenti in
materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia,
nonche' di politiche sociali connesse all'emergenza
epidemiologica da COVID-19», convertito, con modificazioni,
dalla legge 17 luglio 2020, n. 77:
«Art. 22 (Misure per la funzionalita' delle Forze
armate - Operazione "Strade sicure"). - 1. Al fine di
garantire e sostenere la prosecuzione, da parte delle Forze
armate, dello svolgimento dei maggiori compiti connessi al
contenimento della diffusione del COVID-19 fino alla data
di cessazione dello stato di emergenza deliberato dal
Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020, si dispone che:
a) l'incremento delle 253 unita' di personale di cui
all'articolo 74, comma 01, del decreto-legge 17 marzo 2020,
n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile
2020, n. 27, e' ulteriormente prorogato fino al 31 luglio
2020;
b) l'intero contingente di cui all'articolo 74-ter,
comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020,
n. 27, e' integrato di ulteriori 500 unita' dalla data di
effettivo impiego fino al 31 luglio 2020.
2. Allo scopo di soddisfare le esigenze di cui al comma
1, e' autorizzata per l'anno 2020 l'ulteriore spesa
complessiva di euro 9.404.210, di cui euro 5.154.191 per il
pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario ed euro
4.250.019 per gli altri oneri connessi all'impiego del
personale.
3. Alla copertura degli oneri di cui al presente
articolo si provvede ai sensi dell'articolo 265.»
- Si riportano gli articoli 1053, comma 1, 1242 e
2233-quater del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 maggio 2010, n. 106,
S.O., recante «Codice dell'ordinamento militare.», come
modificati dal presente articolo:
«Art. 1053 (Formazione delle aliquote di valutazione
degli ufficiali). - 1. Il 15 settembre di ogni anno, il
Direttore generale della Direzione generale per il
personale militare, con apposite determinazioni, indica per
ciascuna Forza armata, per ciascun grado e ruolo, gli
ufficiali da valutare per la formazione dei quadri di
avanzamento per l'anno successivo. In tali determinazioni
sono inclusi:
a) gli ufficiali non ancora valutati che, alla data
suddetta, hanno raggiunto tutte le condizioni prescritte
dall' articolo 1093;
b) gli ufficiali gia' giudicati idonei e non
iscritti in quadro;
c) gli ufficiali da valutare o rivalutare perche'
sono venute a cessare le cause che ne avevano determinato
la sospensione della valutazione o della promozione.»
«Art. 1242 (Aliquote di valutazione). - 1. Gli
ufficiali piloti e navigatori di complemento, per essere
valutati per l'avanzamento, devono trovarsi compresi in
apposite aliquote di ruolo stabilite dal Ministro della
difesa. Per gli ufficiali compresi nelle predette aliquote,
che vengano a trovarsi in una delle condizioni previste per
l'impedimento alla valutazione o alla promozione, previste
dall' articolo 1051 e dalla sezione II del capo IV del
presente titolo operano, in quanto applicabili, le norme di
cui al capo V del presente titolo.
2. Agli effetti di quanto disposto nel comma 1, il 15
settembre di ogni anno il Ministro determina le aliquote di
ruolo per la formazione dei quadri di avanzamento
comprendendovi per ciascun grado, gli ufficiali che, entro
il 31 dicembre dell'anno successivo, maturino la permanenza
nel grado o l'anzianita' di servizio prevista all' articolo
1243.
3. I tenenti sono valutati e se idonei sono promossi
con anzianita' decorrente dal giorno successivo al
compimento delle permanenze previste dall' articolo 1243.»
«Art. 2233-quater (Regime transitorio per la
formazione delle aliquote degli ufficiali). - 1. A
decorrere dal 1° gennaio 2017 e fino al 31 ottobre 2019,
per l'avanzamento ai gradi di capitano e di maggiore, e
gradi corrispondenti, le aliquote di valutazione per
l'avanzamento al grado superiore sono stabilite con decreto
del Ministro della difesa e sono determinate comprendendo
ufficiali con anzianita' di grado, crescenti o decrescenti
a seconda dei ruoli o dei gradi, in modo da consentire, a
decorrere dal 2020, l'inserimento nelle aliquote di
valutazione degli ufficiali aventi le permanenze minime nei
gradi previste dalle tabelle 1, 2 e 3, di cui agli articoli
1099-bis, 1136-bis e 1185-bis, allegate al presente codice.
2. Per l'avanzamento ai gradi di tenente colonnello,
colonnello, e gradi corrispondenti:
a) agli ufficiali che, nell'anno 2017, rivestono il
grado di maggiore, tenente colonnello e gradi
corrispondenti, nonche' ai capitani inseriti in aliquota di
avanzamento al 31 ottobre 2017 per aver maturato i periodi
di permanenza minima nel grado previsti dalle tabelle 1, 2
e 3 vigenti al 31 dicembre 2016, continuano ad applicarsi i
periodi di permanenza nei gradi previsti dalle tabelle 1, 2
e 3, di cui agli articoli 1099-bis, 1136-bis e 1185-bis,
vigenti al 31 dicembre 2016;
b) agli ufficiali che per effetto delle disposizioni
di cui al comma 1 hanno beneficiato di una riduzione dei
periodi di permanenza nel grado di tenente e capitano e
corrispondenti rispetto a quelli previsti dalle tabelle 1,
2 e 3, di cui agli articoli 1099-bis, 1136-bis e 1185-bis,
vigenti al 31 dicembre 2016, si applica l'incremento degli
anni di permanenza nei gradi di maggiore e corrispondenti,
nel limite massimo di un anno, e di tenente colonnello e
corrispondenti, per la parte residuale, in misura
complessivamente pari alla riduzione della permanenza
richiesta per l'avanzamento al grado di capitano e di
maggiore, o gradi corrispondenti, di cui hanno beneficiato
3. I tenenti, e gradi corrispondenti, inseriti nelle
aliquote di valutazione formate ai sensi delle disposizioni
di cui al comma 1 e promossi al grado di capitano, e gradi
corrispondenti, assumono, agli effetti giuridici ed
economici, un'anzianita' assoluta nel grado di tenente, e
gradi corrispondenti, ridotta nei limiti strettamente
necessari ad evitare l'eventuale scavalcamento in ruolo da
parte di ufficiali con anzianita' di grado inferiore.
3-bis. Fino all'avanzamento al grado di colonnello e
gradi corrispondenti degli ufficiali di cui ai commi 1 e 2,
lettera b), le aliquote di valutazione sono stabilite con
decreto del Ministro della difesa. Per l'avanzamento al
grado di maggiore e gradi corrispondenti, possono essere
previste distinte aliquote sulla base delle diverse
anzianita' possedute al 31 dicembre 2016.
3-ter. Per gli anni 2021 e 2022, le aliquote di
valutazione degli ufficiali sono formate alla data del 15
ottobre.».
 
Art. 9
Modifiche all'articolo 21 del decreto legislativo 4 giugno 2003, n.
128

1. All'articolo 21 del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 128, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, dopo la parola «individua» sono aggiunte le seguenti: «il Ministro, anche senza portafoglio, ovvero»;
b) al comma 3, dopo le parole «dal Presidente del Consiglio dei ministri ovvero dal», sono aggiunte le seguenti: «Ministro, anche senza portafoglio, o dal».

Riferimenti normativi

- Si riporta l''articolo 21 del decreto legislativo 4
giugno 2003, n. 128, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6
giugno 2003, n. 129, recante «Riordino dell'Agenzia
spaziale italiana (A.S.I.)», come modificato dalla presente
legge:
«Art. 2 (Indirizzo e coordinamento in materia
spaziale e aerospaziale). - 1. Al fine di assicurare
l'indirizzo e il coordinamento in materia spaziale e
aerospaziale anche con riferimento ai servizi operativi
correlati e' istituito, presso la Presidenza del Consiglio
dei ministri, il Comitato interministeriale per le
politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale,
di seguito denominato "Comitato".
2. Per le finalita' di cui al comma 1, il Presidente
del Consiglio dei ministri, con proprio decreto da adottare
entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, individua il Ministro, anche senza
portafoglio, ovvero il Sottosegretario di Stato alla
Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle
politiche spaziali e aerospaziali e l'ufficio della
Presidenza del Consiglio responsabile delle attivita' di
supporto, coordinamento e segreteria del Comitato.
3. Il Comitato e' presieduto dal Presidente del
Consiglio dei ministri ovvero dal Ministro, anche senza
portafoglio, o dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza
del Consiglio dei ministri con delega alle politiche
spaziali e aerospaziali, ed e' composto dai Ministri della
difesa, dell'interno, per i beni e le attivita' culturali,
delle politiche agricole alimentari, forestali e del
turismo, dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei
trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare, degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, dell'economia e delle finanze e dai
Ministri per il Sud e per gli affari europei, ove nominati,
nonche' dal Presidente della Conferenza dei presidenti
delle regioni e delle province autonome. I citati Ministri
possono delegare la loro partecipazione al Comitato ad un
vice Ministro o ad un Sottosegretario di Stato competente
per i rispettivi Dicasteri.
4. In merito agli specifici argomenti discussi dal
Comitato, il Presidente, sentiti i componenti di cui al
comma 3, puo' invitare a partecipare alla seduta Ministri o
Sottosegretari di Stato di altri Dicasteri e rappresentanti
di enti pubblici e privati la cui presenza sia utile
all'espletamento delle funzioni del Comitato. Laddove
convocato, il presidente dell'A.S.I. partecipa, senza
diritto di voto, alle riunioni del Comitato con funzione di
alta consulenza tecnico-scientifica. Ai soggetti invitati
non spettano gettoni di presenza, indennita' o altri
emolumenti comunque denominati. Agli eventuali oneri per
rimborsi di spese di missione si provvede nell'ambito delle
risorse di ciascuna Amministrazione disponibili a
legislazione vigente.
5. Le spese per il funzionamento del Comitato sono
poste a carico della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Ai componenti del Comitato non sono riconosciuti compensi,
indennita' o altri emolumenti comunque denominati.
All'attuazione del presente comma si provvede nell'ambito
delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili
a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica.
6. Il Comitato, nell'ambito e a supporto dei compiti di
alta direzione, indirizzo e coordinamento del Presidente
del Consiglio dei ministri, con le modalita' definite da un
proprio regolamento interno adottato nella sua prima seduta
e tenendo conto degli indirizzi della politica estera
nazionale e della politica dell'Unione europea nel settore
spaziale e aerospaziale:
a) definisce gli indirizzi del Governo in materia
spaziale e aerospaziale con riferimento anche alla ricerca,
all'innovazione tecnologica e alle ricadute sul settore
produttivo, nonche' in ordine alla predisposizione del
Documento strategico di politica spaziale nazionale;
b) indirizza e supporta l'A.S.I. nella definizione di
accordi internazionali e nelle relazioni con organismi
spaziali internazionali;
c) approva il Documento strategico di politica
spaziale nazionale che definisce la strategia politica e le
linee di intervento finanziario per lo sviluppo di
tecnologie industriali innovative e di servizi applicativi
spaziali a favore della crescita economica del Paese;
d) assicura il coordinamento dei programmi e
dell'attivita' dell'A.S.I. con i programmi e con le
attivita' delle amministrazioni centrali e periferiche;
e) individua le linee prioritarie per la
partecipazione ai programmi europei dell'Agenzia spaziale
europea (E.S.A.) e per lo sviluppo degli accordi bilaterali
e multilaterali;
f) definisce gli indirizzi per lo sviluppo di forme
di sinergia e di cooperazione nel settore spaziale tra gli
enti di ricerca, le amministrazioni pubbliche, le strutture
universitarie e il mondo dell'impresa, con particolare
riferimento alle piccole e medie imprese di settore;
g) definisce gli indirizzi per le iniziative delle
amministrazioni e dei soggetti pubblici interessati,
individuati ai sensi della normativa vigente, e competenti
nelle applicazioni e nei servizi spaziali, anche di
pubblica responsabilita', nel rispetto dei rispettivi
compiti e funzioni, favorendo sinergie e collaborazioni
anche con soggetti privati, per la realizzazione di
programmi applicativi di prevalente interesse
istituzionale;
h) definisce le priorita' di ricerca e applicative
nazionali e gli investimenti pubblici del settore,
incentivando le cooperazioni finanziarie e le sinergie tra
soggetti pubblici e privati, al fine di promuovere,
sviluppare e diffondere la ricerca scientifica e
tecnologica applicata al settore spaziale e aerospaziale e
lo sviluppo di servizi innovativi, nonche' di favorire lo
sviluppo e la competitivita' del sistema produttivo
italiano, con particolare riguardo alle piccole e medie
imprese;
i) definisce il quadro delle risorse finanziarie
disponibili per l'attuazione delle politiche spaziali ed
aerospaziali, secondo criteri di promozione e sviluppo di
servizi satellitari innovativi di interesse pubblico,
perseguendo obiettivi di sinergia delle risorse pubbliche e
private, destinate alla realizzazione di infrastrutture
spaziali e aerospaziali e nel rispetto di quanto previsto
dalla lettera h);
l) elabora le linee strategiche governative del
settore spaziale e aerospaziale, promuovendo i necessari
processi di internazionalizzazione delle capacita'
nazionali, individuando le esigenze capacitive nel settore
spaziale e aerospaziale indicate dalle amministrazioni
interessate, favorendo lo sviluppo e il potenziamento
tecnologico delle piccole e medie imprese, l'utilizzo delle
tecnologie spaziali e aerospaziali negli altri comparti
dell'industria e dei servizi nazionali, nonche' i
trasferimenti di conoscenze dal settore della ricerca alle
applicazioni commerciali e ai servizi di pubblica utilita'
con particolare riferimento ai settori dell'ambiente, del
trasporto e delle telecomunicazioni;
m) promuove, sulla base delle condivise esigenze
capacitive nel settore spaziale individuate dalle
amministrazioni interessate, di cui alla lettera l),
specifici accordi di programma congiunti tra le
amministrazioni interessate, che prevedano il finanziamento
interministeriale di servizi applicativi, sistemi,
infrastrutture spaziali;
n) effettua la valutazione globale dei ritorni e dei
risultati dei programmi pluriennali per gli aspetti
sociali, strategici ed economici;
o) promuove opportune iniziative normative per la
realizzazione di nuovi servizi satellitari di interesse
pubblico, in conformita' alle norme dell'Unione europea;
p) promuove lo sviluppo dei programmi spaziali e
aerospaziali che coinvolgono aspetti di sicurezza nazionale
e di tipo duale, con particolare riferimento alle
applicazioni per la sicurezza civile e militare, anche in
raccordo con i programmi internazionali ed europei a
valenza strategica;
q) predispone, entro il 30 giugno di ogni anno, una
relazione alle Camere contenente l'illustrazione delle
attivita' e dei risultati degli investimenti nel settore
spaziale e aerospaziale;
r) promuove il trasferimento di conoscenze dal
settore della ricerca ai servizi di pubblica utilita', con
riferimento ai settori dell'ambiente, della gestione del
territorio e della previsione e prevenzione delle calamita'
naturali e dei rischi derivanti dall'attivita' dell'uomo,
nonche' ai settori del trasporto e delle telecomunicazioni;
s) promuove misure volte a sostenere le domande e
l'offerta di formazione in discipline spaziali e
aerospaziali, tenendo conto annualmente del quadro delle
iniziative promosse dalle universita' italiane.
7. Per l'espletamento dei compiti di cui al comma 6, il
Comitato si avvale del supporto tecnico-scientifico
dell'A.S.I. e di eventuali altri esperti del settore, ivi
compreso il settore industriale, nel limite massimo di
cinque unita', selezionati secondo procedure obiettive e
trasparenti, nel rispetto della normativa vigente, di
gruppi di lavoro e di comitati di studio coordinati
dall'A.S.I. Agli esperti e ai componenti dei gruppi di
lavoro e dei comitati di studio non spettano gettoni di
presenza, indennita' o altri emolumenti comunque
denominati. Agli eventuali oneri per rimborsi di spese di
missione si provvede nell'ambito delle risorse di ciascuna
Amministrazione disponibili a legislazione vigente, con
esclusione dei soggetti privati, per i quali non sono
previsti rimborsi a carico della finanza pubblica.
8. Dall'attuazione del presente articolo non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.»
 
((Art. 9-bis

Clausola di salvaguardia

1. Le disposizioni del presente decreto sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.))

 
Art. 10

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.